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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:00

Banda di bracconieri spara di notte e poi scappa: inseguiti e denunciati

Blitz dei forestali a confine tra Umbria e Toscana, la prefettura fa scattare il divieto di detenzione di armi

Sparano di notte e arrivano i carabinieri forestali: due scappano con un fuoristrada e altri due litigano animatamente coi militari al punto che ne scaturisce una colluttazione. Attimi di paura nella zona a confine tra Cortona e Castiglione del Lago dove i quattro bracconieri, tre residenti a Cortona e uno a Sinalunga, sono stati sorpresi nella cosiddetta posta serale alla beccaccia, che è illegale.

Banda di bracconieri A dare input al controllo sono stati i colpi di fucili esplosi dai quattro, che hanno permesso ai carabinieri forestali, che erano impegnati in un controllo nella zona, di individuare i quattro cacciatori. Quando la pattuglia è arrivata, però, due si sono dati alla fuga e gli altri due hanno opposto resistenza ai militari. Sul posto sono quindi arrivate altre pattuglie e dopo un’ora di ricerche sono stati trovati anche gli altri due cacciatori, recuperati due fucili semiautomatici ancora carichi nascosti tra la vegetazione e un capriolo appena abbattuto, quindi in orario serale, quando la caccia non è consentita. Dagli accertamenti è emerso che uno dei quattro non aveva il porto d’armi, che gli era stato revocato, e per sparare agli animali utilizzava l’arma fornita da uno dei tre.

Quattro denunce Secondo i carabinieri forestali i quattro fanno parte della banda di bracconieri che da tempo viene segnalata dai cittadini nella zona a confine tra Umbria e Toscana. I quattro sono stati denunciati alla procura di Arezzo per  resistenza a pubblico ufficiale, al porto abusivo di armi, furto aggravato ai danni dello Stato in relazione agli animali uccisi di sera e omessa custodia di armi. La prefettura ha già disposto a loro carico il divieto di detenzioni armi e munizioni, procedendo alla revoca immediata delle licenze di caccia, mentre a loro carico sono scattate anche una raffica di sanzioni amministrative, tra cui quella anti Covid-19 a carico di uno di loro, risultato risiedere a Sinalunga (Arezzo).

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