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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 20:53

Rapine dei finti carabinieri, presa la banda dell’Audi. Loro anche le spaccate ai bancomat di Gubbio e Perugia

Otto fermi e 19 indagati: l’auto se la sono procurata scaraventando fuori dall’abitacolo il venditore durante il giro di prova. Avanti con le indagini

di Chia.Fa.

Accusati di aver rapinato il venditore di un’Audi A3, scaraventandolo fuori dall’abitacolo durante il giro di prova, per poi scappare con l’auto, che sarebbe la stessa utilizzata per tentare la rapina dei finti carabinieri ai danni di due medici pendolari. Queste alcune delle contestazioni con cui otto persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto dal gip del tribunale di Siena, che ha ravvisato a loro carico il pericolo di fuga.

Otto fermi Il provvedimento dell’autorità giudiziaria arriva nell’ambito dell’indagine dei carabinieri scaturita da una decina di furti in abitazione compiuti a partire dall’agosto scorso tra Toscana e Marche da cui sono stati progressivamente identificati quelli che, per la procura di Siena, sono i componenti di un gruppo criminale di etnia sinti legati anche da rapporti di parentela, ma complessivamente sono 19 gli iscritti nel registro degli indagati per rapina, furto aggravato e ricettazione. Ad alcuni di loro vengono contestate anche due spaccate al bancomat in Umbria, entrambe risalenti al marzo scorso, una andata a segno a Perugia e un’altra a Gubbio sfumata per l’arrivo dei carabinieri.

VIDEO: BANCOMAT SRADICATI COL CARROATTREZZI

La rapina per l’Audi A3 Le scorribande dell’Audi A3 rubata hanno creato enorme allarme sociale per tutto l’inverno al confine tra Umbria e Toscana, tanto che sul caso si innescò perfino la bufala della finta cattura. L’auto sportiva, secondo quanto ricostruito dal procuratore capo di Siena, Salvatore Vitello, e dal sostituto Siro De Flammineis, è stata rubata da due componenti della banda a un venditore di Montevarchi (Arezzo), con la vittima che è stata rapinata della vettura durante il giro di prova, quando all’improvviso i presunti compratori sono diventati aggressivi e hanno buttato il commerciante sulla strada per poi scappare, rischiando anche di investire una dipendente della concessionaria.

I finti carabinieri sul raccordo La stessa auto, in base alle ipotesi degli inquirenti, sarebbe stata utilizzata per tentare una nuova rapina a mano armata a due medici. Tre componenti del gruppo, infatti, utilizzando un lampeggiante e indossando le casacche con la scritta “Carabinieri” avrebbero bloccato l’auto con a bordo i due operatori sanitari sul raccordo Perugia-Bettolle. Le vittime, però, dopo pochi istanti hanno realizzato che non si trattava di uomini dell’Arma, ma della banda di rapinatori e sono riusciti a ingranare la prima e a scappare.  Ulteriori indagini sono in corso per le altre due rapine dei finti carabinieri che si sono consumate in provincia di Perugia a fine 2020.

 @chilodice

 

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