venerdì 21 luglio - Aggiornato alle 22:32

Bancarotta e riciclaggio, arrestato l’ex numero uno di Trafomec Gabrio Caraffini e altre quattro persone

Gabrio Caraffini, imprenditore perugino per lunghi anni ai vertici di Trafomec, l'importante azienda della Valnestore che sta attraversano una pesante crisi, è stato arrestato giovedì insieme ad altre quattro persone su ordine del gip di Roma

La finanza ha sequestrato immobili per oltre 20 milioni di euro

Gabrio Caraffini, imprenditore perugino per lunghi anni ai vertici di Trafomec, l’importante azienda della Valnestore che sta attraversando una pesante crisi, è stato arrestato giovedì insieme ad altre quattro persone su ordine del gip di Roma. A Caraffini fa capo la Gepafim Holding, un gruppo imprenditoriale attivo nel settore industriale, finanziario ed immobiliare. L’operazione, compiuta dagli uomini del nucleo valutario della Guardia di finanza coordinati dal procuratore aggiunto, Nello Rossi, e dai sostituti Francesca Loy, Giuseppe Cascini e Maria Sabina Calabretta, ha portato agli arresti anche di Antonio Cecchetti, Sergio Pellerey, Pietro Moretti e Giuseppe De Martini.

Ventisei indagati In totale sono 26 le persone indagate: i reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta, al trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e appropriazione indebita. Le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro di beni immobili (per un valore di più di 20 milioni di euro), conti correnti, depositi bancari e quote societarie riconducibili agli indagati in tutto il territorio nazionale. La vicenda nasce quando la Collefiorito e la Progetto Pluricom, due società del Lazio, vendono all’imprenditore Raffaele Di Mario (tra l’altro ex presidente del Pomezia Calcio già indagato a Roma per altra vicenda) alcuni terreni nella zona della Bufalotta incassando, come plusvalenza, crediti per 53 milioni di euro.

L’indagine Soldi che, dopo alcuni operazioni di falsa fatturazione, finiscono a Caraffini. Secondo l’accusa di questi soldi, 40 milioni furono utilizzati per capitalizzare la Gepafim, una holding che partecipa alla procedura per rilevare l’amministrazione straordinaria della Iar-Siltal spa e Silia spa, società del settore della refrigerazione a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Le indagini hanno accertato che i 40 milioni erano in parte inesistenti e in parte provenienti da precedenti operazioni illecite quali distrazioni patrimoniali a danno di società immobiliari.

La vicenda Sirtal Acquistato il gruppo industriale in amministrazione straordinaria, gli arrestati, secondo l’accusa, hanno dimesso a loro vantaggio gran parte degli immobili. Il 22 marzo il Tribunale di Casale Monferrato, in Piemonte, ha dichiarato il fallimento delle società Sirtal e Silia, azienda produttrice di impianti di refrigerazione di livello nazionale, che fino al 2007 contava circa 1.200 dipendenti. Neppure un mese dopo il tribunale di Roma dichiarava il fallimento della Gepafin, la holding che era al vertice del gruppo accertando distrazioni per circa 50 milioni di euro.