martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:19

«Bancarotte seriali e alchimie contabili»: indagato anche un avvocato di Perugia

Due agli arresti domiciliari per le società fallite. Indagine della guardia di finanza: danno di 4 milioni di euro a creditori ed erario

Un sistema di bancarotte «seriali» che ha prodotto un danno di oltre quattro milioni di euro a creditori delle società fallite e all’erario. E’ quanto emerso nell’inchiesta della guardia di finanza che ha portato agli arresti domiciliari due amministratori delle società coinvolte. Per altre quattro persone il gip Piercarlo Frabotta ha disposto l’obbligo di dimora. I reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica riguardano a vario titolo ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale nella gestione di società che operavano nel Centro Italia. Sono 16 le società coinvolte e 17 le persone denunciate dalle fiamme gialle. Nell’indagine sono finiti anche «stimati professionisti» (di Perugia, Roma, Napoli e San Benedetto del Tronto), alcuni direttori di banca e un avvocato perugino accusato di aver fornito ai presunti responsabili della frode gli strumenti giuridici per dissimulare i trasferimenti di capitale, ottenendo in cambio una parte dei proventi.

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Economia inquinata La guardia di finanza – la Compagnia di Perugia e la sezione di polizia giudiziaria presso la procura – ritiene di aver disarticolato un presunto sistema criminoso «ampiamente collaudato che negli anni ha inquinato l’economia della provincia perugina e non solo».

Le alchimie contabili L’indagine – è stato riferito dagli investigatori – ha preso il via dal fallimento di un’azienda operante nel settore della commercializzazione di prodotti energetici che nel corso degli anni aveva omesso di pagare sia i principali fornitori sia le imposte. Per farne perdere le tracce i capitali accumulati venivano distratti – è stato spiegato – a favore di alcune società di comodo intestate a prestanome che attraverso «alchimie contabili» riversavano il denaro nelle casse degli indagati. Tra i beni così sottratti figurano immobili, auto di lusso, denaro e anche imbarcazioni.

I sequestri Il gip – si legge in una nota stampa – ha disposto il sequestro di un immobile nella zona di Foligno, delle quote di una società con sede a Roma nonché di 400 mila euro.

Il fiuto del cane Gran parte di queste somme è stata rinvenuta, nascosta nelle intercapedini dell’abitazione di un indagato, da un’unità cinofila «Cash Dog». L’operazione – sottolinea la guardia di finanza – «riconferma il profondo impegno del comando provinciale che, in stretta collaborazione con la procura della Repubblica di Perugia ha portato, nel settembre 2015, alla costituzione di una squadra di militari, coordinati da un pool di magistrati, aventi come specifico obiettivo il contrasto ai reati fallimentari».

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