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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 11:01

Bambini maltrattati alla scuola materna: maestra condannata a 16 mesi di carcere

Schiaffi, urla, minacce e disegnini strappati ad Allerona Scalo. Pm: «In classe c’era un clima di paura»

di Enzo Beretta 

Il giudice Chiara Mastracchio del tribunale di Terni ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) una maestra d’asilo di 54 anni ritenuta responsabile di aver maltrattato i bambini della scuola materna di Allerona Scalo, nell’Orvietano. L’imputata dovrà anche pagare un risarcimento di ottomila euro in solido con il Ministero.

Le accuse Secondo quanto ricostruito dall’accusa ha tirato schiaffi in testa ai piccoli, li ha strattonati con violenza, ha urlato, li ha minacciati ed umiliati, strappando i loro disegnini e accartocciando fogli di carta. Contro la donna, sospesa «dall’esercizio della pubblica funzione per nove mesi» nell’aprile 2016, la Procura che le contesta «comportamenti oltre modo aggressivi e lesivi della personalità dei minori» aveva sollecitato una condanna a due anni di carcere.

VIDEO CHOC REGISTRATI IN CLASSE

Cinque anni Il processo di primo grado è durato quasi cinque anni: sono state sentite in aula le testimonianze di alcuni bambini, maestre, genitori e investigatori che avevano installato microcamere per filmare ciò che avveniva nella scuola dell’infanzia. Attraverso quelle immagini – è la voce del pm – si riconosce l’insegnante mentre «dà schiaffi in viso, tira i capelli, dà pacche sul sedere o sulla testa, strattona gli alunni e li riporta tirandoli dalle braccia al loro posto». Ha pure «minacciato» i «bambini disubbidienti» di colpirli con schiaffi – è scritto nelle carte dell’accusa – e di «metterli in punizione». Immagini molto forti: «Nel corso del pasto in mensa spinge con un block-notes la testa di un minore con entrambe le mani e sembra volergliela sbattere contro il banco ma si arresta». In più minaccia «un alunno di metterlo al posto dell’orologio, cioè di appiccicarlo al muro». Quei video – insiste il magistrato – danno il senso del «clima di paura e disagio instaurato dalla maestra nei confronti dei propri alunni» i quali, dinanzi al «tono di voce esasperato ed aggressivo», in «diversi episodi reagiscono con il pianto».

I GENITORI HANNO FATTO SCATTARE L’INCHIESTA

«Lunga istruttoria» I genitori di una bimba, una fra le più piccole che frequentava la scuola, avevano deciso di costituirsi parte civile contro l’insegnante attraverso l’avvocato Maria Bruna Pesci: «Siamo soddisfatti della sentenza – spiega il legale – l’istruttoria è stata particolarmente approfondita e ha consentito di mettere in evidenza le responsabilità della maestra in un caso molto delicato perché riguarda maltrattamenti subiti da bambini. È stato tutelato innanzitutto l’interesse dei minori, per ogni altro giudizio aspettiamo di leggere le motivazioni».

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