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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 23:42

Avvocati, elezioni dell’Ordine. Laura Modena: «Non è la mia lista, ci siamo scelti»

Sette uomini e sette donne. «Scambio di informazioni e di conoscenze. Il nuovo Consiglio dovrà uscire dal suo orticello»

di Enzo Beretta 

A un mese e mezzo dalle elezioni per il nuovo Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Perugia viene ufficialmente presentata la lista «Avvocati per l’avvocatura». Ne fanno parte sette uomini e sette donne. Si voterà nella seconda metà di gennaio ma il clima è già piuttosto caldo. «Questa non è la lista per Laura Modena – ha detto la candidata presidente durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina all’Hotel Sangallo -. Non ho scelto io i miei colleghi di lista, ci siamo scelti, è un concetto molto diverso. Siamo tutti professionisti che lavorano e conoscono bene i problemi della giustizia, non abbiamo tempo di passeggiare per Corso Vannucci ma metteremo il nostro tempo a disposizione degli iscritti». E ancora: «L’Ordine di Perugia deve uscire dal suo orticello, deve coordinarsi con gli altri Ordini del distretto, dobbiamo lavorare compatti per far funzionare le cose in tutti e tre i Fori dell’Umbria, uscendo dai confini regionali e confrontandoci con quello che c’è fuori dal nostro piccolo orticello, altrimenti non si cresce mai». Modena ha parlato di «scambio di informazioni» e di «scambio di conoscenze»: «Questo dovrà essere il faro della nostra azione, non è un caso che il simbolo della lista sia un faro. Lo abbiamo scelto perché il Consiglio venga considerato un punto di riferimento saldo per tutti i nostri iscritti».

I componenti «Avvocati per l’avvocatura è una lista trasversale – ha proseguito Modena – ci siamo scelti in base a settori di competenza nell’idea che ogni iscritto possa avere un punto di riferimento a seconda del settore in cui lavora. Dobbiamo concepire il Consiglio dell’Ordine come un organo che lavora per gli iscritti e non per sé». Fanno parte della lista Cristina Zinci (settore penale), Agnese Franceschini (civile e lavoro), Silvia Ceppi (civile e mediazione), Maria Cristina Piace (penale e diritto di famiglia), Clelia Cardella (diritto di famiglia), Elisa Martinelli (penale e civile), Aurelio Pugliese (civile), Alessandro Formica (amministrativo), Francesco Crisi (penale), Salvatore Adorisio (penale e previdenza), Nicola Marcinnò (penale), Andrea Migliarini (specializzato in materia d’impresa) e Antonio Coaccioli (civile).

Il programma Modena anticipa che «il nuovo Consiglio avrà molto da fare». «La pandemia ha sfilacciato i rapporti con gli uffici giudiziari creando difetti di comunicazione tra magistratura e avvocatura – ha detto -. Occorre impostare il rapporto con gli uffici giudiziari in base a un confronto paritario, costante e proficuo». Ecco dunque che si passa al «forte coordinamento con il mondo associativo» e alle riforme che «comporteranno corsi di formazione e aggiornamento di qualità» («non possiamo più limitarci a fare convegni sulla riforma Cartabia di turno, dobbiamo puntare alla creazione di commissioni dedicate e osservatori»), ai canali di comunicazione che «sappiano mettere a disposizione aggiornamenti non solo normativi ma anche giurisprudenziali», alle idee di coworking e alla cittadella giudiziaria in piazza Partigiani: «È parte del Pnrr, il cronoprogramma va avanti, le prime consegne sono previste per il 2026. Nel frattempo, però, dobbiamo attrezzarci, il nuovo Coa dovrà interloquire in maniera costante con il Demanio per monitorare i lavori, gli spazi predisposti, la grandezza delle aule. Altrimenti finiremo come è successo al tribunale penale di via XIV Settembre, dove ci siamo ritrovato a fare udienza negli scantinati. E, dove, per giunta, piove pure. Ecco, queste cose non dovranno più accadere».

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