giovedì 23 novembre - Aggiornato alle 18:01

Uccide la ex e si spara: da pc e cellulari le ultime ore di Francesco e Silvia

Omicidio suicidio pianificato con cura, attesa l’autopsia dei 28enni. Cuscino trovato in auto: ‘Ci abbiamo dormito tante volte’

di Chia.Fa.

Probabilmente non aveva mai superato la fine della lunga relazione con Silvia Tabacchi, la fidanzata di sempre per Francesco Marigliani. Ma lo aveva fatto in silenzio. Nessuna lite particolare né comportamenti violenti che avessero potuto far sospettare l’omicidio a freddo che lo ha portato a prendere il porto d’armi il 15 marzo e l’indomani a comprare in un’armeria di Terni la pistola, una Glock calibro nove con cui venerdì pomeriggio ha sparato un colpo alla testa alla ex fidanzata e due contro sé stesso.

LUOGO DEL DELITTO: FOTOGALLERY

Sequestrati pc e cellulari A convincere gli inquirenti che il ventottenne di Amelia abbia organizzato con cura il delitto è anche la lettera scritta al computer coi nomi in calce di Silvia e Francesco trovata dai carabinieri sotto al casco della moto di lui e con cui si fornisce una ricostruzione dei fatti che per gli inquirenti è un tentativo di depistaggio. Nelle tre pagine c’è scritto che Silvia era d’accordo a morire lì in quella piazzola di sosta tra Orte e Vasanello accanto all’ex fidanzato. Gli inquirenti nelle ultime ore hanno sequestrato pc e smartphone dei due giovani per ricostruirne le ultime ore, dove avrebbero trovato già primi riscontri alle ipotesi formulata fin dalle ore successive: femminicidio suicidio. Nel computer di lui si cerca la lettera considerata un ulteriore elemento a sostegno della fredda follia omicida che Francesco ha maturato nei mesi fino al terribile atto finale lungo la strada provinciale.

Silvia non aveva paura di Francesco In queste ore gli investigatori stanno passando al setaccio file e mail per capire se il giovane si fosse confidato con qualcuno prima di salire in moto e raggiungere la ex per l’ultima volta. Negli hard disk si cercano altre conferme agli elementi fin qui raccolti, che spingono tutti inequivocabilmente verso il femminicidio suicidio.  Tra questi anche le parole dei familiari e degli amici di Silvia, così come quelle del ragazzo con cui la giovane si stava frequentando da poco e che era stato informato dell’appuntamento con l’ex fidanzato. Silvia non è andata a quell’incontro per morire né con la paura di essere uccisa da Francesco, hanno tutti assicurato agli inquirenti. I due si erano lasciati l’autunno scorso dopo una lunga relazione, ma lui non si era reso protagonista di atteggiamenti che potessero mettere in allarme, tanto che ogni tanto si sentivano. Una reazione in linea col profilo del giovane definito da chi lo conosceva tranquillo, un po’ introverso e taciturno probabilmente ma apparentemente un ragazzo come tanti.

Il cuscino trovato in auto e l’autopsia Difficile dire cosa l’allontanamento da Silvia abbia innescato in Francesco che a distanza di sei mesi dalla fine della storia ha fissato l’ultimo incontro con l’inganno, lo stesso con cui non ha mai fatto preoccupare Silvia. I particolari sono al vaglio dei carabinieri della compagnia di Viterbo che nella Renault Megane di lei, oltre ai due corpi senza vita e alla pistola, hanno trovato anche un cuscino con cucito il testo “Ci abbiamo dormito tante volte”. Non è chiaro se si tratti di un regalo che Francesco ha portato a Silvia per poi estrarre la pistola e ucciderla. L’autopsia sulle salme dei giovani sarà compiuta martedì, ma intanto il medico legale ha effettuato l’ispezione cadaverica esterna da cui, oltre a confermare il colpo alla testa fatale a Silvia e i due tra addome e testa con cui si è ucciso Francesco, ha riscontrato l’assenza di altri segni di violenza del corpo. Silvia non ha lottato col suo assassino, probabilmente non ne ha avuto il tempo, la morte è arrivata inaspettata.

@chilodice

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