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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 04:57

Assisi, tentato omicidio col forcone nel casolare dei monaci benedettini: contadina in carcere

Uomo ferito alla gola durante uno sgombero. Secondo il gip voleva ucciderlo. La difesa: vendeva ortaggi a frati e suore, fatela uscire

di Enzo Beretta

Arrestata con l’accusa di tentato omicidio aggravato una romena di 45 anni che ha aggredito con un forcone alla gola un uomo interessato all’acquisto di un terreno ad Assisi. L’episodio – è ricostruito negli atti – è avvenuto «all’interno della proprietà dei monaci benedettini dell’abbazia di San Pietro» durante «le operazioni di sgombero del casolare». L’arresto dei carabinieri non è stato convalidato dal gip Valerio D’Andria ma E. M., finita in carcere il 3 novembre, attraverso l’avvocato Ida Pileri spera di tornare presto libera.

«Voleva piantargli il forcone nella giugulare» Nell’ordinanza del giudice è ricostruito l’episodio e l’arrivo della pattuglia nel casale in cui era stata segnalata l’aggressione col forcone. Tre uomini – l’aspirante acquirente del terreno, il geometra incaricato dalla venditrice e l’addetto ai lavori di consolidamento e messa in sicurezza – erano andati lì per eseguire l’«immediato sgombero del casolare per ragioni di incolumità pubblica». In quel «casolare diroccato» c’era E. M. – è stato ricostruito – che con «tono minaccioso» ha afferrato «un forcone di ferro piantato in terra» e si è «avventata» contro il 32enne di Assisi «con l’intenzione di inforcarlo alla gola». A quel punto il geometra ha spintonato la romena «impedendole di far penetrare le punte nel collo della persona offesa», comunque rimasta ferita seppur con una prognosi di otto giorni. «Voleva piantarglielo nella giugulare» ha messo a verbale il testimone. Una volta disarmata del forcone con le «taglienti lame d’acciaio» E. M. è andata a rifugiarsi nel casolare «continuando a inveire e a sostenere di essere la proprietaria dell’immobile».

Intervento provvidenziale «L’azione – scrive il gip – era senz’altro idonea a determinare il decesso della persona offesa tenuto conto che la penetrazione del collo con le punte del forcone avrebbe, con elevatissima probabilità, cagionato la morte dell’uomo. Solo il provvidenziale intervento del tecnico ha evitato il peggio». La straniera ha tentato di convincere il giudice con una versione ritenuta «non credibile». L’arresto non è stato convalidato per questioni tecniche ma è stata comunque disposta la detenzione a Capanne per l’indagata.

«Ortaggi per frati e suore» Finora le istanze di scarcerazione sono state rigettate. «E. M. vive da alcuni anni in condizioni assai precarie nel casolare dove è avvenuta l’aggressione – scrive il giudice -. Esiste il serio pericolo che reiteri altri atti violenti per rientrare in possesso di quello spazio dove ha dimorato fino ad oggi». Secondo l’avvocato Ida Pileri «l’indagata era in quel posto da anni, aveva rimesso a posto la terra incolta e sistemato un orto in cui coltivava prodotti che rivendeva a privati ma anche a frati e suore. Vendeva anche uova, allevava polli, tacchini e faraone. Ad Assisi tutti, monaci benedettini compresi, erano a conoscenza di quella situazione».

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