mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 20:12

Armati di bastoni e coltelli razziavano ville isolate, due colpi a Perugia: sei arresti

La banda ha colpito nel giugno 2017: rubato anche un fucile. Il capo si faceva chiamare ‘il Duce’: «Agivano anche coi proprietari in casa»

Ancora furti in Umbria

di Iv. Por.

Armati di bastoni e coltelli, saccheggiavano ville e abitazioni isolate mentre i proprietari dormivano tra la provincia di Torino e quelle di Perugia, Biella e Novara. I carabinieri di Torino hanno individuato una banda criminale e hanno eseguito sei arresti e due obblighi di dimora, in seguito a una ordinanza di custodia cautelare per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi e strumenti atti a offendere. Le persone coinvolte sono di nazionalità italiana e albanese. In particolare, sono stati due i colpi nel capoluogo umbro.

Due colpi a Perugia Secondo quanto riferisce a Umbria24 il capitano Giovanni Piscopo, comandante della compagnia di Rivoli, sono stati due i colpi attribuiti dalla banda nel comune di Perugia. Risalgono al giugno 2017 e si tratta di furti in abitazione. I ladri, in quella occasione, hanno depredato le case di denaro contante, orologi, monili e, in una delle case, di un fucile legalmente detenuto dal proprietario. «Si è trattato di fatti episodici – spiega il capitano Piscopo – in quanto la banda agiva principalmente in Piemonte. Ma per un fatto fortuito i componenti si sono trovati in Umbria e hanno approfittato per colpire anche lì».

Anche coi proprietari in casa Secondo quanto riferito dai carabinieri torinesi, i componenti del gruppo criminale, armati di coltelli e bastoni, scrivono i militari, dopo aver rotto le tapparelle o le porte d’ingresso, saccheggiavano ville e abitazioni isolate in Piemonte e in Umbria, sorprendendo talvolta gli occupanti nel sonno, depredando qualunque cosa fosse presente in casa (orologi, oro, contanti, capi d’abbigliamento, autovetture, elettrodomestici e armi legalmente detenuti dai proprietari). Sono 17 gli episodi contestati alla banda, di cui 14 furti portati a compimento e altri tre sventati dai proprietari, che hanno messo in fuga i ladri.

Il Duce Gli arrestati hanno età compresa tra i 25 e i 35 anni. Il capo era un 29enne albanese che si faceva chiamare “il Duce” e insieme ai complici pianificava i sopralluoghi e i colpi, che avvenivano sempre di sera o in piena notte, anche in presenza dei residenti, tutti commessi tutti nel 2017. Il bottino, secondo una prima stima – riportata dalla stampa torinese – ammonterebbe a 180 mila euro tra denaro contante, orologi, gioielli, abbigliamento, elettrodomestici e armi da sparo detenute legalmente: materiale che in larga parte è già finito in mano ai ricettatori. «Si tratta di un’associazione criminale “rudimentale”, che agiva con coltelli e bastoni, da utilizzare in caso di reazione dei proprietari – spiega ancora Piscopo -. Inoltre, sono riconducibili al gruppo, ma con ruoli differenti, altre 11 persone, tra ricettatori e ladri arruolati occasionalmente per i singoli furti».

I commenti sono chiusi.