venerdì 24 maggio - Aggiornato alle 23:06

Anziano ucciso durante rapina, procuratore: ‘Serve intervento legislativo’. Cgil: ‘Reazione collettiva’

La salma di Giulio Moracci (foto Marta Rosati)

L’uccisione di Giulio Moracci, 91 anni, avvenuta durante una violenta rapina in abitazione compiuta da tre banditi di nazionalità rumena, già arrestati in flagranza dai carabinieri, è la terza ferita dall’inizio del 2015 per la città Terni, già lacerata dal dolore per l’omicidio del giovane David Raggi e già sconvolta dall’assassinio della pensionata di 69 anni Gabriella Listanti Zelli, uccisa con un colpo all’addome dai ladri che la donna aveva sorpreso in casa.

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Procuratore Cesare Martellino: «Serve un intervento legislativo» Della necessità di un intervento legislativo ha parlato il procuratore capo Cesare Martellino, durante la conferenza stampa seguita agli arresti dei tre rumeni, due ventenni e un quarantatreenne, accusati per ora di omicidio preterintenzionale, rapina, sequestro di persona e lesioni. Il magistrato ha evidenziato la necessità di interventi straordinari, che però devono essere varati a livello nazionale «perché – ha detto – non basta più solo il grande impegno delle forze dell’ordine che a Terni in particolare stanno facendo il massimo, qui siamo di fronte a una problema politico che va risolto, altri Paesi ce la fanno, serve un intervento legislativo».

Matteo Salvini: «Terni va ripulita»   Oltre al procuratore capo, sulla rapina violenta sfociata in omicidio è intervenuto anche Matteo Salvini, segretario della Lega Nord: «A Terni, un uomo di 93 anni è morto oggi pomeriggio, legato e imbavagliato, durante una rapina subita in casa insieme all’anziana moglie. Morire così a 93 anni, dopo una vita di lavoro, è pazzesco. Fermati i tre ladri autori della rapina, stranamente tre immigrati. Intanto Renzi occupa il Parlamento con la sua schifosa legge elettorale, meno delinquenti e più sicurezza, meno Renzi e più democrazia. Terni va ripulita. Tornerò presto in città».

Interrogazione del senatore Rossi (Pd): «Garantire con misure efficaci la sicurezza dei cittadini rispetto a soggetti dei quali sia nota la pericolosità sociale, assicurare un energico controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, nonché una valutazione attenta della pericolosità sociale di indagati, condannati e soggetti proposti per misure di prevenzione». Lo chiede con una interrogazione urgente il senatore del Pd Gianluca Rossi, in seguito alla rapina di una coppia di anziani di Terni da parte di tre uomini di nazionalità romena, che si è conclusa con l’uccisione di Giulio Moracci, 91enne. Le accuse nei loro confronti sono omicidio preterintenzionale, rapina, lesioni e sequestro di persona. Rossi fa presente nell’interrogazione «l’importanza non solo di disporre misure cautelari o di impedire la scarcerazione, ma anche di allontanare gli stranieri – ancorché, come in questo caso, cittadini della Ue – per motivi di pubblica sicurezza o sicurezza dello Stato, come prevede il d.lgs. 30/2007. Questi presupposti, in particolare, ricorrono – sottolinea il parlamentare – ‘quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica’: formula, questa, la cui applicazione avrebbe probabilmente consentito, nel caso specifico, l’allontanamento dei cittadini romeni resisi responsabili dell’omicidio». L’interrogante chiede al governo di riferire in merito alla posizione personale e giudiziaria dei tre arrestati e valutare se sussistessero, nel loro caso, in ragione della normativa sui cittadini comunitari, i presupposti per l’allontanamento dal territorio dello Stato». Inoltre Rossi chiede al ministro in indirizzo «quali siano le valutazioni in ordine alla situazione di insicurezza che vive la città di Terni, anche in considerazione della avvenuta sottoscrizione del patto ‘Per Terni città sicura’, stanti gli episodi di criminalità efferata verificatisi dall’inizio del 2015 e i frequenti reati contro il patrimonio che interessano i cittadini». Infine, «se, date le parole del Procuratore Capo, occorra intervenire – conclude Rossi – per garantire la migliore attuazione delle norme in essere nonché l’adozione di specifici strumenti di prevenzione o repressione che evitino il ripetersi dei fatti rappresentati».

Senatore Stefano Lucidi (M5s): «Avevamo già chiesto le dimissioni del sottosegretario Bocci che ad inizio anno aveva avuto l’ardire di dichiarare che Terni è una delle città più sicure d’Italia, ed ora a valle del terzo omicidio a Terni, il gruppo consiliare 5 Stelle chiede giustamente la sfiducia del primo cittadino. Si fa un gran parlare in città di fatti strani, occasionali, eventi accidentali! Ma nessuno dice le cose come stanno.  Terni è una città allo sbando, senza prospettiva. E con un peso politico pari a zero. La città è amministrata dal PD, provincia PD, regione PD, parlamento PD, governo PD, parlamento europeo in cui il partito più votato è il PD. Trappolino chiede leggi? benissimo. alzi il telefono e chiami la Marini e Renzi. e fatele queste leggi. Invece di sperperare i soldi degli italiani in grandi opere, utilizzate il mandato che vi è stato affidato dai cittadini per rendere le nostre città più sicure. Chi ha tagliato i fondi alla PS? gli stessi che oggi stanno dismettendo il corpo forestale. Chi voleva realizzare il grande furto della E45? gli stessi che vogliono chiudere le prefetture. Caro PD aspettiamo le tue leggi».

Amministrazione comunale In via Andromeda dove martedì pomeriggio intorno alle 14.30 è stato ritrovato il corpo senza vita dell’anziano, legato con le mani dietro la schiena e steso a pancia in giù sul letto, e soccorsa la moglie di 91 anni in stato di choc, si è espressa anche l’amministrazione comunale di Terni che ha «condannato il gesto barbaro che ha portato alla morte di un cittadino ternano» ed espresso vicinanza alla famiglia. Nella nota si legge: «L’amministrazione appena ha appreso la notizia che ha portato alla morte di Giulio Moracci si è recata presso l’abitazione di Gabelletta per portare la vicinanza della comunità ternana e per raccogliere ulteriori informazioni su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Gabelletta e la città tutta. Durante la visita è stata evidenziata la gravità dell’episodio così come la pronta risposta delle forze dell’ordine che hanno già trattenuto tre persone ritenute coinvolte nella vicenda. Nelle prossime ore l’amministrazione comunale attiverà tutte le iniziative necessarie per mostrare ulteriormente la solidarietà alla famiglia Moracci e per condannare un’azione violenta, inutile e insensata».

Pd A chiedere interventi straordinari per la sicurezza e di lotta alla criminalità è anche il Pd: «L’aumento di eventi criminali e fatti di sangue è del tutto inusuale per la città di Terni, dove i livelli d’integrazione e solidarietà non sono mai stati intaccati. Il nostro primo pensiero è di cordoglio per la vittima e vicinanza alla famiglia. La reazione è di rabbia per la ferocia con cui due nostri concittadini, anziani ed inermi, sono stati aggrediti. Non possiamo affrontare il tema della sicurezza in chiave emergenziale o emotiva, ma con la consapevolezza che le forze dell’ordine lavorano quotidianamente alla prevenzione e repressione della criminalità in modo lodevole ed encomiabile, come testimoniato dal fermo dei tre sospettati eseguito dai carabinieri. A questo, però, serve aggiungere un piano straordinario di lotta serrata alla criminalità, che coinvolga tutti gli strumenti e le sedi a nostra disposizione, al fine di elaborare senza indugio una concreta ed immediata strategia di monitoraggio, prevenzione ed intervento sul territorio, che consenta ai ternani di vivere nella propria città con serenità e senza insicurezze causate dalla costituzione di nuove sacche di criminalità».

M5s annuncia mozione di sfiducia al sindaco Duro sull’operazione dell’amministrazione comunale il M5S che «depositerà una mozione di sfiducia al sindaco Leopoldo Di Girolamo. A più di un mese di distanza, dall’approvazione dell’atto unitario sulla sicurezza avvenuta il 23 marzo, di fronte a una città che chiedeva risposte immediate nessuna delle azioni per cui è stata impegnata la giunta è stata messa in atto. Dal percorso di audizioni svolte in commissione la giunta ha inoltre palesato inaccettabili mancanze e lacune che la città non può tollerare. Il nostro è un atto duro che consiste nell’azione ultima che l’opposizione ha a disposizione per manifestare la propria contrarietà all’azione di governo della città. Abbiamo provato a collaborare in ogni modo, abbiamo portato le nostre proposte che costituiscono gran parte degli impegni concreti all’interno dell’atto unitario, abbiamo fuggito da qualsiasi azione di sciacallaggio come invece fatto da tante forze politiche nei drammatici giorni dello scorso mese. L’unica risposta che abbiamo avuto di fronte al nostro impegno è stato scontrarci contro il muro di gomma di una maggioranza la cui unica condotta è quella di mischiare le carte, distrarre, fingersi interessata per poi lasciare tutto immutabilmente sprofondare verso l’abisso. Oggi, dopo il dramma consumato nel pomeriggio, il nostro ruolo di consiglieri d’opposizione, di portavoce dei cittadini ci impone il dovere di un gesto di responsabilità nei confronti della città».

Paolo Crescimbeni Nel panorama politico locale a intervenire è stato anche il consigliere comunale Paolo Crescimbeni: «Ancora un omicidio a scopo di rapina a Terni. Un’escalation senza precedenti e le autorità ripetono che tutto a Terni va bene, che la criminalità è in calo. Il consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo che impegna sindaco e giunta a porre in essere un piano sicurezza entro trenta giorni, ma fino ad ora silenzio totale se non la promessa di qualche telecamera entro giugno. Siamo di fronte a omicidi efferati mai verificatisi prima, siamo invasi da nuovi barbari ed è evidente che la situazione è oramai fuori controllo. Signor sindaco, signor prefetto, signor questore, i cittadini non sono solo spaventati, ma infuriati e non debbono essere costretti a difendersi da soli. La maggioranza consiliare ha respinto anche la mia proposta di volontari per la sicurezza. Cosa ci dobbiamo aspettare adesso?».

Lega Nord di Terni Emanuele Fiorini, segretario comunale della Lega Nord, ha invece chiesto le dimissioni del sindaco e della giunta: Un’altra rapina sfociata nel sangue, l’ennesima tragedia, l’ennesima morte di un povero innocente. Ormai a Terni non si è più tranquilli né di giorno, né di notte, né in casa, né per strada. La cronaca locale è un bollettino di guerra, ormai la nostra città ripetutamente e sempre più spesso si macchia di sangue innocente, la nostra città è bersagliata da criminali disposti a tutto. Ma quel che peggio è che le nostre autorità locali non muovono un dito di fronte a questa situazione ormai incontrollabile ed esplosiva. In data 23 marzo il consiglio  di Terni ha adottato un atto di indirizzo sul tema della sicurezza in città con cui impegnava la giunta a predisporre un cronoprogramma da presentare entro trenta giorni, con l’indicazione dei provvedimenti da adottare. Ebbene i trenta giorni sono trascorsi ma, come di consueto, la giunta non ha fatto nulla. Ritengo che a fronte di questo ennesimo spargimento di sangue il Sindaco e la sua giunta, data la loro incompetenza e negligenza, ormai palese a tutti, decidano finalmente di rassegnare le dimissioni».

Raffaele Nevi Questo l’intervento del consigliere regionale Raffaele Nevi (Fi): «Ieri l’ennesimo tragico atto di criminalità a Terni con la morte di un anziano rapinato in casa. ormai non ci sono più parole ma almeno speriamo che la smettano di dire che l’Umbria e Terni sono zone sicure. La sicurezza fa rima con libertà e noi se vinceremo le elezioni garantiremo il raddoppio dei fondi per fare in modo che le forze di polizia e quelle militari possano collaborare sempre più anche con i Comuni e con il volontariato. Noi sbatteremo i pugni sul tavolo del Governo per pretendere più uomini a disposizione per l’Umbria».

Cgil Sull’omicidio di Gabelletta è intervenuta anche la Cgil: «Forte preoccupazione, ma anche la necessità di non lasciare degenerare una situazione ogni giorno più allarmante. La Cgil, Spi Cgil e il coordinamento immigrati della Cgil di Terni intervengono all’indomani del tragico omicidio di Giulio Moracci, l’anziano cittadino ternano ucciso nel corso di una rapina in pieno giorno nel quartiere di Gabelletta. Si tratta del terzo omicidio dall’inizio dell’anno nella città di Terni, un numero assolutamente incompatibile con una realtà territoriale da sempre contraddistinta da alti livelli di civiltà e solidarietà. Questi fatti, certamente gravissimi, non possono però offrire un’idea di una comunità allo sbando o in disarmo. Devono al contrario generare un’immediata reazione dell’intera collettività, a partire dai suoi corpi sociali, per riaffermare quei valori che sono fondamentali per la convivenza civile: rispetto e applicazione delle leggi, diritto al lavoro e pieno diritto di cittadinanza. In quest’ottica, anche la Consulta degli immigrati della città di Terni deve svolgere un ruolo attivo per la completa integrazione delle diverse comunità presenti sul territorio. Ribadiamo che non si può rispondere alla violenza con la violenza o rinunciando alla nostra identità e cultura, ma solo attraverso una ferma e convinta richiesta di giustizia e legalità. Le leggi nel nostro paese ci sono, basta applicarle. Quello che serve è uno Stato autorevole e capace di integrare, non di respingere indiscriminatamente o di cavalcare emotivamente drammi come quelli che la comunità ternana ha vissuto negli ultimi mesi. Da questo punto di vista vogliamo ancora ringraziare la famiglia di David Raggi che ha dato a tutti una lezione, bloccando sul nascere quelle pulsioni razziste che si stavano facendo strada all’indomani dell’omicidio del ragazzo e che avrebbero soltanto inasprito una situazione già preoccupante, dovuta in primo luogo alla gravissima crisi economica, alla precarietà nel lavoro e ai crescenti livelli di povertà».

Consap «Contro il turismo criminale non esistono più isole felici» lo dichiara il segretario nazionale della Consap Stefano Spagnoli, dopo la rapina da «Arancia meccanica» a Gabelletta di Terni, costata la vita al 91enne Giulio Moracci e l’arresto dei tre romeni pregiudicati a piede libero che provenivano dalla periferia romana. «Tre omicidi in quattro mesi in una piccola città come Terni – dichiara Spagnoli – dimostrano che la Forze di Polizia decimate dai tagli di personale e mezzi hanno totalmente perso il controllo del territorio, cosa ancor più grave a fronte di una criminalità che colpisce con efferata brutalità laddove i cittadini sono più deboli, ossia i cittadini anziani nella città che una volta venivano definite isole felici. La Questura di Terni ha un organico ormai ridotto a 200 uomini e altri dovrà prestarne a Milano nei prossimi mesi per l’Expo. La trasferta criminale dei tre romeni pregiudicati rappresenta una nuova tipologia di delinquenza che viaggia per uccidere e depredare, contro queste modalità occorre una mirata attività di intelligence, che oggi è resa impossibile dal fatto che le Forze di Polizia fanno fatica ad affrontare l’emergenza, intanto il Governo, mentre la gente viene ammazzata, non trova di meglio che azzuffarsi sulla legge elettorale e sembra non rendersi conto che la sicurezza è diventata ormai un’emergenza nazionale che va affrontata con impegni economici ed operativi straordinari, come ha affermato a chiare lettere il Procuratore Capo di Terni Cesare Martellino, che ha ravvisato la necessità di interventi normativi. La sospensione della condizionale per autori di reati gravi – conclude Stefano Spagnoli – potrebbe essere una risposta, ma chi avrà il coraggio di proporla?».

Una replica a “Anziano ucciso durante rapina, procuratore: ‘Serve intervento legislativo’. Cgil: ‘Reazione collettiva’”

  1. Fabio Rossi ha detto:

    Chiudere le frontiere e rivedere gli accordi di schengen .
    Soluzione unica per salvarci dalle incivilta’

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