mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 19:53

Amelia, è morto il fondatore della Comunità Incontro Don Pierino Gelmini

La camera ardente (foto U24)

Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, si è spento martedì sera a Molino Silla di Amelia (Terni), in quella che è sempre stata la casa sua e di tutti i ragazzi – si stima siano oltre 300 mila – che in oltre 50 anni ha aiutato a uscire dall’incubo della droga. Nato 89 anni fa a Pozzuolo Martesana (Milano), don Pierino – come voleva essere chiamato da tutti – era malato da tempo e accanto a lui, fino all’ultimo, sono rimasti i suoi più stretti collaboratori. I funerali si svolgeranno giovedì mattina alle 10.30 nella sede della Comunità Incontro: verranno celebrati da padre Giuseppe Piemontese, vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia. La camera ardente è stata aperta presso l’auditorium della stessa Comunità e resterà aperta per tutta la notte.

DON PIERINO GELMINI: LE FOTO DELLA CAMERA ARDENTE

Malato Il 5 agosto agosto scorso al Santa Maria di Terni, don Pierino era stato sottoposto ad un intervento per la sostituzione del pacemaker. Le sue condizioni erano da tempo precarie. All’inizio del 2011, il primo lungo ricovero per scompensi cardiaci e un’emorragia digestiva. In quel caso – come nelle ricadute successive -, le cure dei sanitari del reparto di cardiologia dell’ospedale ternano erano riuscite a fornire una risposta efficace. Le sue condizioni erano però destinate a diventare via via più serie con il passare del tempo. E chi è rimasto in contatto con lui negli ultimi tempi, parla di «epilogo purtroppo atteso».

«A zi’ prete…» Il suo lavoro con i giovani, spesso disagiati, inizia in quella che diventerà una data simbolo per tutte le Comunità sparse per il mondo: è il 13 febbraio 1963 e a Roma, in piazza Navona, don Pierino incontra Alfredo, un giovane della borgata romana. Sdraiato sugli scalini di Sant’Agnese, Alfredo – sporco e malconcio – lo chiama: «A zi’ prete, damme ‘na mano». Don Pierino fa per prendere il portafogli ma lui lo ferma: «Non voglio soldi, non vedi che sto male?». Alfredo non vuole andare in ospedale, il suo è soprattutto un male interiore e il ‘don’ lo porta con sé. E’ l’inizio di una lunga storia che passa attraverso quel vecchio molino abbandonato di Amelia, scoperto e restaurato nel 1979 e destinato a trasformarsi nel punto di riferimento delle future Comunità Incontro, oggi circa 100 in Italia e una decina all’estero.

Uomo di azioni e relazioni Lottatore dal forte carisma e dalle grandi doti di oratore, don Pierino è rimasto a lungo legato al mondo della politica. Nelle feste e celebrazioni succedutesi negli anni a Molino Silla sono intervenuti più volte personalità di spicco: da Silvio Berlusconi a Pierferdinando Casini, da Maurizio Gasparri a Carlo Giovanardi, l’ex ministro della sanità De Lorenzo, Gianfranco Fini, Rocco Buttiglione, Alessandro Meluzzi e tanti altri. Particolarmente legato all’ex premier di Arcore, si ricorda ancora quando nel 2005 Berlusconi si presentò a Molino Silla per festeggiare gli 80 anni del ‘don’, con un assegno da 5 milioni di euro che sarebbe poi servito a costruire una comunità in Thailandia. Ad Amelia sono intervenuti anche tanti artisti noti: da Gianni Morandi a Biagio Antonacci, da Gigi D’Alessio a Mogol, fino a Pippo Franco, Aleandro Baldi, Franco Califano, solo per citarne alcuni.

Le vicende giudiziarie Nel 2007 arrivano le accuse per presunte violenze sessuali che sarebbero state subite da alcuni ex ospiti della Comunità. Nel 2008 il Papa accoglie la richiesta di dimissioni dallo stato clericale che don Pierino presentò per meglio difendersi dalle accuse. L’ultima udienza si è tenuta il 1° luglio scorso e in quell’occasione il medico legale, incaricato a febbraio dal tribunale, spiegò che per l’ex sacerdote non era possibile assistere alle udienze: «Si ritiene che le condizioni patologiche diagnosticate al periziando – sostenne il medico -, allo stato impediscano la capacità di esercitare consapevolmente lo specifico diritto all’autodifesa e quindi di partecipare coscientemente al processo». La prossima udienza si sarebbe dovuta tenere il 4 marzo 2015.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.