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sabato 28 maggio - Aggiornato alle 18:56

«Al tribunale di Perugia lavoratori ridotti alla soglia di povertà». La denuncia

Sindacato: «Inquadrati con contratti pirata. Non si riesce a garantire sicurezza e diritti. Intervenga Cantone»

di Maurizio Troccoli

Una dura denuncia del sindacato parla di lavoratori «ridotti alla soglia della povertà», al tribunale di Perugia. Una condizione in cui verserebbero diversi operatori «passati in poco tempo da 1200 euro a 700 euro al mese», attraverso il ricorso a «contratti pirata, non sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil, che tolgono diritti fondamentali ai lavoratori e che evitano così la contrattazione nazionale». La Cgil e la Uil hanno convocato i giornalisti per comunicare quanto sia «inaccettabile che tutto questo avvenga nel luogo, per eccellenza, della giustizia, al tribunale di Perugia».

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Ricostruzione «Quattro cambi d’appalto in quattro anni, con una retribuzione oraria passata da 7,07 a 4,57 euro l’ora, per una busta paga che non raggiunge più nemmeno gli 800 euro mensili. È una situazione davvero incredibile quella vissuta dai lavoratori dell’appalto di sorveglianza non armata del tribunale civile di Perugia, vittime di uno di quei contratti che lo stesso ministro del Lavoro Orlando ha recentemente definito “pirata”, perché non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali rappresentative, ma da sindacati di comodo, con il solo obiettivo di abbattere i costi sulle spalle di chi lavora». Sono esattamente questi i termini che decidono di utilizzare la Cgil e la Uil a proposito di questa vicenda.

I particolari «Denunciamo oggi pubblicamente questa situazione che consideriamo intollerabile – hanno detto nel corso di una conferenza stampa Vasco Cajarelli, della Filcams Cgil di Perugia, e Nicola Cassieri della Uiltucs Uil – tanto più perché l’ente appaltante è il tribunale. Qui si è preferito guardare solo al risparmio economico mettendo però questi lavoratori e le loro famiglie in una condizione di quasi povertà». I due sindacati, che da tempo chiedono di rifare la gara d’appalto (appalto che scadrà fra l’altro tra pochi giorni) e di applicare il contratto nazionale di riferimento, lanciano un appello ai vertici del tribunale e allo stesso procuratore Cantone, affinché venga ripristinata una situazione di giustizia per questi lavoratori. «Ma questa vicenda è solo la punta dell’iceberg di una situazione che riguarda migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori degli appalti, vittime quotidianamente della continua corsa al ribasso sulla loro pelle – concludono Cajarelli e Cassieri – anche per questo Cgil e Uil hanno proclamato per domani uno sciopero generale che mette al centro proprio la questione della giustizia per chi per vivere deve lavorare».

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