martedì 17 settembre - Aggiornato alle 19:30

Affitto non pagato. E la proprietaria di casa si attacca al citofono (di notte) per un’ora

Sveglia l’intero palazzo a Bastia Umbra. Non incassava da dieci mesi

Polizia generica. Foto Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Una donna di 68 anni è sotto processo a Perugia per essersi attaccata un’ora al citofono, di notte, per ‘convincere’ gli inquilini morosi ad abbandonare l’appartamento concesso in locazione a Bastia Umbra. I fatti risalgono all’estate 2017 ma solo oggi la vicenda è approdata in tribunale. Si tornerà in aula nel febbraio 2021.

Le accuse L’imputata, difesa dall’avvocato Vittorio Lombardo, è accusata dei reati di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose. Stando a quanto si legge nella querela ha suonato con insistenza il citofono dalle 4.25 alle 5.30 del mattino svegliando, di fatto, l’intero palazzo. «Devi pagarmi dieci mesi di affitto arretrato – avrebbe detto – raccogli i tuoi stracci e vattene da casa mia». Nell’appartamento, in quel momento, oltre alla denunciante c’era il marito e la figlia di otto anni. «Ci siamo resi morosi di alcuni canoni di locazione a causa della grave crisi economica in cui versa la mia famiglia – sono le parole dell’inquilina messe nero su bianco nella denuncia -. La mia bambina si è talmente spaventata per quell’episodio che ancora oggi sobbalza ogni volta che qualcuno suona il campanello di casa». L’imputata è difesa dall’avvocato Vittorio Lombardo.

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