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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 16:09

Addio ad Andrea morto a 18 anni sulla strada, il prof: «Aveva tanta voglia di imparare»

Ai funerali anche i genitori dell’amico al volante e tanti giovanissimi costretti troppo presto a fare i conti con la fragilità della vita

Il feretro di Andrea Bentivoglio

di C.F.

«Ci mancherà infinitamente la sua grande disponibilità e il suo desiderio di imparare a svolgere al meglio questo lavoro». Lo ha ricordato così, uno dei prof del corso di Cucina dell’Alberghiero di Spoleto, la scuola che frequentava Andrea Bentivoglio, morto a 18 anni sulla Flaminia vecchia alle 4 di domenica scorsa, quando l’amico al volante ha perso il controllo della Opel Astra. Una marea di giovanissimi, venerdì pomeriggio, si sono riversati nella chiesa di Santa Maria Assunta a Vallo di Nera per abbracciare un’ultima volta l’amico scomparso dopo una festa a Borgo Trevi, dove molti di loro hanno ballato, scherzato e riso con lui, scoprendo soltanto al risveglio che quella sarebbe stata l’ultima volta e iniziando troppo presto a fare i conti con la morte, la perdita, la fragilità della vita.

Addio ad Andrea Bentivoglio Tanti gli amici che si sono stretti anche intorno alla sorella minore del giovanissimo, anche lei adolescente, anche lei tra quelli che hanno parlato per l’ultima volta con Andrea alla festa. E dall’Alto Tevere per salutare quell’ex compagno di squadra, sempre generoso anche in sella alla bicicletta, è arrivato un gruppetto di atleti del Team Fortebraccio, con cui il 18enne di Piedipaterno (Vallo di Nera) ha condiviso alcune delle gioie più grandi. Tra i primi banchi della chiesa, troppo piccola per accogliere il dolore dell’intera comunità, accanto a mamma Neila e papà Massimiliano, anche i genitori dell’amico fraterno di Andrea che quella notte era al volante della station wagon di famiglia e che è rimasto gravemente ferito alle gambe, risultando poi anche positivo all’alcol test. In chiesa anche il quindicenne che sedeva nei sedili posteriori della Opel Astra e che fortunatamente se l’è cavata con lesioni lievi, anche se il dramma di quella notte lo ha impresso nel volto e certamente anche nel cuore, come i familiari di Andrea, come i genitori del conducente. A celebrare i funerali del giovanissimo è stato don Francesco, il parroco di Ferro di Cavallo (Perugia), originario di Piedipaterno, il paese in cui sono nati e cresciuti Andrea e i due amici che quella notte erano con lui. «Andrea – sono state le parole del docente fuori dalla chiesa – non ha mai rifiutato i ruoli che gli si affidavano durante le esercitazioni, che sono fondamentali per il corso che frequentava. Era un ragazzo rispettoso verso i compagni e verso i docenti, un ragazzo tranquillo con una grande voglia di fare».

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