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Abusi sessuali in comunità, chiuse le indagini per don Lucio Gatti

Don Lucio Gatti in procura a Perugia (foto Fabrizio troccoli)

di Francesca Marruco

Indagini chiuse per l’ex numero uno della Caritas di Perugia Don Lucio Gatti. Arriva il primo punto fermo della procura che con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini di fatto si prepara a chiedere il rinvio a giudizio del sacerdote accusato di aver molestato sessualmente alcuni ospiti delle sue comunità di recupero nel perugino. Il magistrato titolare delle indagini Massimo Casucci ha inviato il 415bis anche al collaboratore di Don Lucio Gatti, indagato per abuso di mezzi di correzione.

La denuncia in tv La vicenda dei presunti abusi in alcune strutture della Caritas di Perugia e provincia, all’epoca gestite dal sacerdote, era emersa alla fine del novembre 2011, quando anche la trasmissione ‘Le Iene’ si era interessata del caso.

Le denunce Dì lì a poco, alcuni giovani avevano sporto denuncia e la Curia di Perugia aveva istituito una commissione d’inchiesta. Alcuni dei ragazzi vennero ascoltati immediatamente dalla stessa commissione che, al termine dei lavori, aveva deciso di sospendere il sacerdote per cinque anni.

Innocente Don Lucio Gatti, difeso dall’avvocato Nicola Di Mario, aveva anche chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero e aveva sostenuto la sua estraneità ai fatti che gli venivano addebitati. Il sacerdote aveva detto infatti di non aver mai obbligato nessuno a fare niente.

La difesa «Erano loro che mi chiedevano baci, abbracci e carezze – aveva detto al pubblico ministero-  . Erano loro che mi chiedevano di dormire insieme. E io acconsentivo. Ma mai con nessuno di loro è accaduto qualcosa con caratteristiche anche lontanamente sessuali. Mai nessuno di loro è stato spinto a fare qualcosa da me contro la loro volontà».

Le versioni Un ragazzo disse che Don Gatti cercò di toccarlo e di baciarlo mentre dormivano nello stesso letto. Ma lui nega che quell’evento «si sia mai storicamente verificato». Così come anche quello relativo alla denuncia di un altro giovane che dal carcere doveva essere trasferito in comunità che ha raccontato di essere stato molestato dal sacerdote.

Le contraddizioni Lo scontro tra la tesi del sacerdote e quella dei ragazzi che lo accusano emergerà dunque in tutta la sua statura e per i giudici sarà molto difficile stabilire come siano andate veramente le cose. Le denunce non sono arrivate a ridosso dei fatti, ma anni dopo.

I perché Le presunte vittime hanno spiegato di non aver denunciato nulla subito perché la loro condizione, anche la loro libertà in alcuni casi, dipendeva da una parola del sacerdote. Un ragazzo straniero ha raccontato di non averlo denunciato perché aveva paura che poi non avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno. Un ragazzo italiano tossicodipendente disse di non averlo fatto per paura di ritorsioni all’interno della comunità.

L’incidente probatorio I ragazzi hanno da poco fatto mettere nero su bianco una ulteriore volta le loro storie in sede di incidente probatorio. Tutti hanno confermato le accuse che hanno mosso al sacerdote, che ora dovrebbe trovarsi in una comunità nel nord Italia. Adesso toccherà al giudice decidere se indirizzare Don Lucio Gatti davanti ad un tribunale collegiale.

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