lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 22:53

Per 800 giorni medico dell’Esercito non va a lavorare, chiesti 157 mila euro di risarcimento

Il caso è approdato mercoledì in Corte dei conti: l’uomo, ora in congedo, da Caserta fu trasferito a Foligno

di Daniele Bovi

Certificati medici per quasi 800 giorni di malattia, per la precisione 797, due anni interi senza mai presentarsi a lavoro. Il caso di un medico dell’Esercito, ora in congedo ma in passato in forze al Centro documentale di Caserta, è stato al centro dell’udienza che si è tenuta mercoledì di fronte alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell’Umbria. Nei confronti dell’ufficiale la Procura (rappresentata da Antonio Giuseppone) ha richiesto una condanna al pagamento di 157 mila euro: 117 mila per quanto riguarda il presunto danno erariale, 20 mila come danno da disservizio e altrettanti per il danno d’immagine. Il medico, campano, da Caserta viene al Centro selezione nazionale di Foligno, dove però non si è mai presentato.

L’accusa In particolare nel mirino della Procura sono finiti i certificati del periodo che va dal primo giugno del 2006 al 23 giugno del 2008. Giuseppone ha parlato di «condotte messe in campo per più di due anni per evitare di prendere servizio a Foligno, magari una sede non a lui gradita», e di certificati, specialmente quelli che coprono 190 giorni, sui quali ci sono dei dubbi: «Elementi – ha detto – portano a dubitare della loro genuinità». Il procuratore ha fatto riferimento ad alcuni indizi, come il professore universitario che ha disconosciuto la sua firma su un certificato e un timbro che manca. In più Giuseppone ha parlato anche del fatto che, per sostituirlo, l’Esercito ha dovuto impiegare altro personale, e che durante il periodo in cui avrebbe dovuto lavorare a Foligno, il medico-ufficiale ha continuato tranquillamente a svolgere la sua attività di medico di medicina generale (convenzionato con un’Asl campana), staccando in quei due anni 20 mila ricette: «È evidente – ha chiuso Giuseppone – che qualcosa non quadra».

La difesa La vicenda è approdata anche di fronte alla magistratura ordinaria e si è chiusa, come hanno ricordato gli avvocati del militare in congedo (Andrea Orefice, Angela Ferrara, Raffaele Gaetano Crisileo), con la prescrizione (al termine di un lunghissimo procedimento per corruzione è stato invece assolto con formula piena). Il problema, come hanno spiegato i tre legali, è che il medico soffre, fin dal 1994, di ipertensione arteriosa e di una sindrome ansioso-depressiva: «Tutte patologie attestate – ha detto l’avvocato Orefice – e incompatibili con il servizio; di questo la Procura non ha tenuto conto. Che motivo avrebbe avuto per falsificarli?». Il congedo permanente, per questi motivi, arriva nel 2008. Secondo i legali il trasferimento «è stato un errore dell’amministrazione di fronte a queste patologie gravissime. Non è un farabutto, è una vittima del sistema». La sentenza arriverà nelle prossime settimane.

Twitter @DanieleBovi

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