mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:36

«Diffamò Longarini», l’ex sindaco di Terni Raffaelli condannato a 600 euro di multa: «Difesa la città»

Nel novembre del 2006 l’ex primo cittadino aveva pesantemente criticato la decisione della Ternana di adire le vie legali nei confronti di alcuni organi di stampa locali e rappresentanti della tifoseria

L'ex sindaco di Terni Raffaelli (foto F. Troccoli)

di Fabio Toni

L’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli è stato condannato a 600 euro di multa, oltre al risarcimento dei danni in sede civile e al pagamento delle spese legali, nel processo che lo vedeva imputato per diffamazione nei confronti del patron della Ternana Edoardo Longarini e dell’ex amministratore unico Stefano Dominicis. Nel novembre del 2006 l’ex primo cittadino aveva pesantemente criticato la decisione della Ternana di adire le vie legali nei confronti di alcuni organi di stampa locali e rappresentanti della tifoseria. Raffaelli, in due comunicati stampa pubblicati sul sito web del comune di Terni, aveva bollato la scelta come una «inaudita iniziativa di intimidazione, mix devastante di prepotenza e ottusità».

Il contesto I due comunicati «incriminati» uscirono nel periodo forse più critico dal punto di vista dei rapporti fra Ternana, comune e città. L’elemento di maggiore tensione istituzionale, era il contenzioso per la gestione dello stadio Liberati. «Nessuno dei dirigenti di allora voleva prendersi la responsabilità di chiudere quella partita», ha ricordato Raffaelli. Un accordo poi venne trovato nell’aprile del 2008, proprio durante il secondo mandato Raffaelli.

Tentativo di conciliazione In apertura di udienza il giudice monocratico Angelo Matteo Socci ha tentato, invano, di conciliare le parti. Così si è andati al dibattimento in cui sono intervenuti lo stesso Raffaelli, il suo avvocato David Brunelli e il noto penalista Carlo Federico Grosso, legale della parte civile. Al termine, Raffaelli ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello: «Sono amareggiato ma perfettamente a posto con la coscienza. Attraverso la mia critica politica, ho difeso la città e rappresentato un sentimento a quel tempo comune. Se qualcuno ha perso la memoria di quegli anni – ha concluso il primo cittadino – io la conservo ancora ben nitida».

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