lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:55
29 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:25

Credito, nasce Bcc Umbria con 29 sportelli e 200 dipendenti: «A fine anno dialogo con Spello»

Si compie la fusione tra Moiano e Mantignana: «Obiettivo sopravvivere agli accorpamenti». Marini: «Regione auspica completamento banca regionale»

Credito, nasce Bcc Umbria con 29 sportelli e 200 dipendenti: «A fine anno dialogo con Spello»
Capacci, Giovagnola, Marini, Pecetti e Morlandi

di Ivano Porfiri

C’è una cartina dell’Umbria con una macchia verde che ne riempie i due terzi del territorio e straborda dai confini a ovest, ma a cui manca tutta una fetta bianca che va da Spello fino alla Valnerina più altri due spazi più piccoli nel Ternano. E’ la rappresentazione grafica del territorio coperto dalla Banca di credito cooperativo dell’Umbria, il nuovo soggetto bancario figlio della fusione tra CrediUmbria (ex Bcc del Trasimeno con sede a Moiano di Città della Pieve) e Credito cooperativo umbro (ex Bcc di Mantignana). Un progetto partito un anno e mezzo fa e finalmente compiuto, ma non ancora completo: per una vera banca regionale manca all’appello ancora la Bcc di Spello.

Tra le 100 che sopravviveranno L’unione tra i due istituti è stato frutto di una visione lungimirante dei vertici. «Era il gennaio 2015 – ha ricordato in conferenza stampa Palmiro Giovagnola, futuro presidente di Bcc Umbria – quando le crisi fecero aprire la discussione sul futuro delle Popolari e delle Bcc. Il credito cooperativo seppe guardare avanti e imboccare la strada dell’autoriforma, poi fatta sua dal governo. Di 360 Bcc, al termine del processo tuttora in corso, ne resteranno solo 100. Noi, con questa fusione, abbiamo anticipato i termini con una scommessa: restare con una realtà regionale tra le 100 e non finire come le altre 260 che verranno invece accorpate».

Sede e management La fusione è già passata al vaglio delle assemblee dei soci delle due ex Bcc il 21 e 22 maggio scorsi: quasi il 100% dei sì a Mantignana e oltre il 90% a Moiano. «Abbiamo superato anche chi ci poneva il tema del pericolo di allontanarci dal territorio – ha spiegato Giovagnola. Il nome Bcc Umbria significa che il nostro territorio è l’Umbria e che vogliamo sostenere imprese e famiglie umbre». La sede amministrativa del nuovo istituto sarà Moiano, mentre quella legale Perugia. «Ringrazio quanti hanno saputo anche rinunciare a qualcosa – ha detto Luca Pecetti, futuro vicepresidente – molto importante è stato il lavoro per integrare i due organici senza che ci fosse alcun esubero». Per completare il quadro dei vertici, Marcello Morlandi (ex direttore di Mantignana) sarà direttore generale e Stefano Capacci (ex direttore di CrediUmbria) vicedirettore generale.

Regione benedice Bcc Umbria Anche la Regione saluta la fusione con soddisfazione. «La nascita di Bcc Umbria – secondo la presidente Catiuscia Marini – rappresenta un risultato importantissimo, anche alla luce del ruolo sociale che riveste nel territorio il credito cooperativo che, da sempre, riserva grande attenzione alle famiglie, alle imprese. La nuova banca, così come si configura coprirà più di 2/3 del territorio regionale e, di conseguenza, garantirà maggiore penetrazione sul territorio stesso, rafforzando la capacità di credito anche in vista di nuovi scenari, non necessariamente negativi, che si potranno prefigurare in seguito all’esito del referendum sulla Brexit in Gran Bretagna». Ma la Marini non si è fatta sfuggire l’occasione anche per auspicare che «nuovi tasselli si uniscano a questo progetto, arrivando a completare il progetto di banca regionale».

Dialogo con Spello Il tassello mancante citato dalla presidente è la Bcc di Spello e Bettona. «Abbiamo iniziato un anno fa a parlare con Spello – ha risposto Giovagnola a una domanda dei giornalisti – in quel momento non c’erano i presupposti di fare un processo a tre. Ora che ci avviamo a concludere quello a due, ne riparleremo. Prima, però, va completata questa fusione, dobbiamo lavorare ancora molto in casa nostra. In questi giorni c’è stata qualche battuta con gli amici di Spello. Io credo che verso ottobre, novembre o dicembre possiamo tornare a ragionare, per ora comunque non c’è nulla di concreto».

Numeri e offerta lancio Bcc Umbria nasce con numeri rilevanti: un miliardo e mezzo di di masse amministrate, un capital ratio del 14,42% e un Cet1 ratio (indice primario di solidità) del 13,75% a fronte del 7% richiesto dalla Bce con un differenziale positivo di 675 punti base. Gli obiettivi sono di accrescere le masse amministrate fino a 1,8 miliardi entro il 2018 e arrivare a 40 mila clienti dagli attuali 37 mila. Per fare ciò si apriranno nuovi sportelli, in primis uno telematico (senza personale di sportello) a Sant’Arcangelo tra pochi giorni. Per il lancio, Bcc Umbria lancia anche un pacchetto di offerte per privati e imprese: per i mutui tasso fisso all’1,45% e variabile con spread da 0,99%, per il credito al consumo tasso fisso al 5,75% e variabile con spread da 4,50% più finanziamenti per investimenti in Umbria di imprese e per il settore agricolo.

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