giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:17
9 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:31

Coppia lesbica, da Perugia in Danimarca per un figlio: «E’ Lukas, per Stato siamo amministratrici di sostegno»

Eccoli anche in foto che senza veli si raccontano a iodonna24 appello a coppie omosessuali: «Fatelo. L'unica paura, discriminazioni e bullismo a scuola»

Coppia lesbica, da Perugia in Danimarca per un figlio: «E’ Lukas, per Stato siamo amministratrici di sostegno»

In occasione della festa della mamma iodonna24 ha raccontato la storia di due mamme speciali, Gabriella e Michela, che stanno insieme da 15 anni e che quasi 4 anni fa hanno messo al mondo il loro primo figlio Lukas.

La testimonianza Gabriella e Michela si sono conosciute 15 anni fa e per molto tempo sono rimaste distanti perchè Gabriella viveva in Umbria e Michela in Puglia (entrambi in foto con Lukas). Quando si sono riuscite ad avvicinare sono andate a vivere insieme. Oggi vivono vicino Perugia. Per la legislazione italiana non sono mai state niente e non sono niente tutt’oggi. «Abbiamo dovuto ricorrere a una scrittura privata – spiega Gabriella a iodonna24 – per tutelare il nostro rapporto, in cui diciamo che siamo ‘amministratori di sostegno’ e questa dicitura ci consente di occuparci l’una dell’altra anche in caso di disavventure».

La vicenda Si tratta di una pratica a cui sono costrette a ricorrere anche molte coppie etero – scrive iodonna24 –  che convivono perchè in Italia non sono previste normative a loto tutela. «La mia compagna – racconta Gabriella – non ci pensava all’ipotesi di diventare genitrice. Io invece vivevo una grande frustrazione al pensiero di non poter diventare mamma. Poi abbiamo incontrato l’associazione ‘Famiglie arcobaleno’ che ci ha accompagnato nel percorso». Dopo aver trovato risposta ai mille interrogativi su cosa sia giusto e non sia giusto e dopo aver superato le barriere dei pregiudizi che ancora si insinuano prepotenti nella sottocultura italiana, le due donne si sono recate in Danimarca dove Gabriella si è sottoposta alla Iui (inseminazione intra uterina). In Italia infatti la fecondazione eterologa per gli omosessuali è vietata. «Nessuna paura allora, abbiamo affrontato il percorso con grande serenità – commenta Gabriella – le preoccupazioni ce le abbiamo oggi che Lukas frequenta il primo anno della scuola dell’infanzia. Temiamo che qualcuno possa fare male a nostro figlio, temiamo discriminazioni e forme di bullismo. E poi c’è da dire che in Italia gli educatori non sono preparati. Occorrerebbero iniziative e maggiore formazione per coloro che devono stare a contatto con i bambini».

Stepchild e appello A proposito di Stepchild adoption è «una legge – dice Gabriella – che avrebbe consentito alla mia compagna di adottare Lucas». Mentre per quanto riguarda la possibilità di avere un figlio per gli omosessuali Gabriella lancia un appello: «Fatelo». Vai all’articolo completo

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