martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:56
7 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 23:14

Coop Centro Italia, Raggi ai sindacati: «Impegni confermati, aiutateci a crescere e a svilupparci»

Incontro pubblico a Castiglione del Lago: «Vogliamo aprire nuovi supermercati in Umbria. No alle domeniche. Integrativo? Entrate negli organismi di gestione»

Coop Centro Italia, Raggi ai sindacati: «Impegni confermati, aiutateci a crescere e a svilupparci»
L'incontro tra Coop e sindacati a Castiglione

Una trattativa «difficile, ma leale e costruttiva», l’ha definita Giorgio Raggi. Di «sacrifici non indifferenti» hanno parlato i sindacati. Ma tutte e due le parti hanno ripercorso i momenti della trattativa di aprile come «un confronto costruttivo» per un obiettivo comune: crescere. E’ stato questo il cuore del dibattito pubblico, avvenuto lunedì a Castiglione del Lago su “La Coop e il Trasimeno, un accordo per guardare al futuro”. Oltre a Raggi, presenti i sindaci di Castiglione Sergio Batino e quello di Città della Pieve Fausto Scricciolo e la Cgil, rappresentata dalla Rsu Coop Simona Rombi e dai segretari generali della Camera del Lavoro di Perugia, Filippo Ciavaglia, e della Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla.

Gli impegni di Coop In apertura, Francesco Bartoli, segretario della Filcams Cgil di Perugia, ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Siamo qui oggi per rendere pubblici gli impegni che con l’accordo di aprile, anche grazie ai sacrifici sopportati dai lavoratori, Coop ha preso con questo territorio e per fare un passo in più, cominciando a ragionare sulle azioni da mettere in campo nell’immediato futuro». Ad esempio – ha spiegato il segretario Filcams – «un integrativo di gruppo che preveda strumenti innovativi di welfare aziendale», così come «il mantenimento dell’accordo avanzato che abbiamo in Coop sul lavoro domenicale», ma più in generale la richiesta di «tornare allo spirito originario dell’impresa cooperativa, nel rapporto con i clienti e in quello con i lavoratori».

Il Trasimeno Da parte istituzionale, i sindaci hanno sottolineato l’importanza del gruppo Coop per il territorio: 400 lavoratori diretti, più tutto l’indotto «non sono una realtà di cui si può fare a meno e per questo l’ipotesi di un disimpegno dell’azienda rispetto alla realtà di Castiglione del Lago ha destato subito grandi preoccupazioni nelle amministrazioni locali. Preoccupazioni non del tutto svanite – hanno specificato i sindaci – ma che grazie al confronto avviato tra l’azienda e le organizzazioni sindacali sono rientrate in un percorso controllato, nel quale le amministrazioni sono oggi parte attiva».

Punto di partenza Ed è insieme alle amministrazioni del Trasimeno che la Cgil propone a Coop di costruire un protocollo territoriale: «Che tenga insieme – ha spiegato Filippo Ciavaglia, segretario della Cgil di Perugia – gli interessi e le risorse del territorio, con l’apporto importante che una realtà come Coop può assicurare anche per il futuro». Ma in questo percorso, naturalmente, i principali protagonisti sono i lavoratori e le lavoratrici: «Questa vertenza ha rappresentato all’inizio per noi un vero sconvolgimento – ha spiegato Simona Rombi – perché molte cose sono cambiate e molte certezze e abitudini sono venute meno. Ma se abbiamo accettato di fare dei sacrifici non indifferenti oggi, lo abbiamo fatto nella consapevolezza che questo deve essere non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di crescita».

Una mano per crescere Raggi ha subito ricordato che «l’obiettivo generale del Piano industriale del gruppo Coop Centro Italia è quello incrementare le quote di mercato per migliorare la redditività, garantire convenienza e occupazione. Puntiamo all’apertura di nuovi punti vendita. La garanzia del raggiungimento degli obiettivi è legata al fatto che ci venga permesso di svilupparci. Nella nostra Regione abbiamo investimenti fermi da tanti e tanti anni. In Umbria per aprire un supermercato mediamente ci occorrono dai 12 ai 14 anni. Non comprendiamo il perché visto che sono progetti già previsti all’interno dei Piani regolatori. Per questo chiediamo alle organizzazioni sindacali una mano per crescere, per sviluppare gli investimenti previsti: in questo modo possiamo garantirvi i risultati previsti dal Piano Industriale sia in termini occupazionali che di redditività».

Domeniche e partecipazione Il presidente di Coop ha quindi proposto alla Cgil, al sindacato, di fare fronte comune contro fenomeni di scarsa trasparenza, per non dire di vera e propria illegalità, ad esempio nella catena dell’agroalimentare, soprattutto rispetto ai diritti dei lavoratori, così come ha mostrato disponibilità a una battaglia comune contro le aperture domenicali, coinvolgendo anche le istituzioni ecclesiastiche, «per far sì che in Umbria la domenica i supermercati restino chiusi». Infine, sul rinnovo del contratto integrativo di Coop Centro Italia, ha rilanciato prospettando sia l’ingresso del sindacato negli organismi di gestione e di consultazione della Cooperativa sia una forte proposta di welfare aziendale. «Vogliamo sottoscrivere – ha detto – un contratto integrativo aziendale che faccia aumentare ancor di più il senso di appartenenza dei lavoratori alla cooperativa».

Dal dire al fare «Credo che dall’incontro di oggi emergano presupposti importanti per un’azione concreta comune – ha detto nelle sue conclusioni Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – ma dobbiamo passare dalla fase in cui ognuno chiede all’altro di fare qualcosa per lui, a quella in cui si fa qualcosa insieme. E allora propongo che i soggetti seduti oggi a questo tavolo, i sindaci, la Coop e la Cgil, chiedano un incontro alla presidente della Regione per evidenziarle le tante criticità che esistono nel settore, a partire dai fenomeni di illegalità e di mancato rispetto dei contratti, per chiedere insieme un intervento che possa davvero portare un cambiamento».

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