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29 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:33

Convegno scie chimiche, Romizi: «Patrocinio? Leggerezza. Abbiamo dato spazio a punto di vista»

Il sindaco in aula: «È stato concesso senza troppo approfondire. Il problema è solo che mancava un contraddittorio». Ma la scienza non è democratica

Convegno scie chimiche, Romizi: «Patrocinio? Leggerezza. Abbiamo dato spazio a punto di vista»
Un momento del convegno (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

«È stato concesso una patrocinio senza approfondire troppo la questione». Le parole sono del sindaco di Perugia Andrea Romizi che lunedì, in consiglio comunale, ha risposto così a un’interrogazione del consigliere Pd Tommaso Bori a proposito dell’ormai noto convegno sulle scie chimiche al quale, nei mesi scorsi, il Comune di Perugia aveva concesso il suo patrocinio oltre che la sala dei Notari, ovvero lo spazio più prestigioso della città. Con l’interrogazione Bori parla di un evento che «ha messo in ridicolo Perugia», criticato anche dal Cicap (il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela), chiedendo quali criteri sono stati adottati e quali motivazioni hanno spinto a concedere il patrocinio. In più il dem chiede se sia stata verificata l’attendibilità dei relatori e «se corrisponde al vero che Pietro Nicoletti, presentato come ricercatore indipendente ma di cui non si trova traccia di alcuna ricerca, è fratello di Marco Nicoletti, per la cui consulenza da 35 mila euro concessa dal Comune di Perugia è stata attivata la commissione Controllo e garanzia, che svolge il proprio incarico all’assessorato alla cultura che avrebbe concesso il patrocinio al convegno e la gratuità della Sala dei Notari».

TUTTO SULLA VICENDA

Leggerezza Il sindaco dopo aver ammesso la leggerezza ha detto che «si è voluto dare spazio a un punto di vista differente, pur senza prendere posizione sulla tesi esposta. L’unico problema è che – ha detto – non vi è stato un reale contraddittorio tra tesi differenti e questo ha, di fatto, compromesso un utile dibattito. Si è trattato, in ogni caso, di una vicenda utile per evitare di commettere simili leggerezze in futuro, pur dovendosi precisare che ogni punto di vista va rispettato». Il sindaco ha poi ricordato che dopo l’esplosione della polemica il patrocinio è stato successivamente ritirato «anche in considerazione del fatto che gli organizzatori vi hanno rinunciato». Settimane, quelle, di passione per palazzo dei Priori che capito l’errore ha avviato una ‘trattativa’ con gli organizzatori allo scopo di trovare una soluzione che mettesse d’accordo l’amministrazione e gli organizzatori.

FOTOGALLERY: IL CONVEGNO ALLA NOTARI

Non convincente Quanto alle parole di Romizi pronunciate lunedì in consiglio, convincono fino a un certo punto: all’amministrazione comunale per capire quale piega avrebbe preso il convegno infatti sarebbe bastato fare qualche breve ricerca sui relatori. La cosiddetta teoria delle scie chimiche, smentita ancora una volta nei giorni scorsi (se mai ce ne fosse stato ancora bisogno) da una ricerca della University of California Irvine, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Environmental research letters, è infatti da circa un ventennio una delle bufale più dure a morire. E una bufala non è un legittimo punto di vista alternativo sul quale si può discutere: è un qualcosa di falso, da combattere attraverso informazioni corrette e possibilmente da non amplificare concedendogli legittimità. Un convegno con un tavolo dove da una parte siede un gruppo di persone convinte che due più due fa cinque e dall’altra dei matematici che fanno notare come il risultato corretto è quattro, non sarebbe un interessante e stimolante dibattito ma solo uno spettacolo surreale. La scienza non è democratica. Terminata la replica di Romizi, Bori ha chiesto se gli organizzatori abbiano o meno pagato per l’utilizzo della Notari. «Nel secondo caso – ha detto – emergerebbe l’ipotesi del danno erariale».

Twitter @DanieleBovi

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