logo
giovedì 23 maggio 2013 - Aggiornato alle 14:36
22 novembre 2011 Ultimo aggiornamento alle 17:01

Congresso Pd, Gatticchi candidato unico: «Basta a quote e correnti, il mio sarà un progetto inclusivo»

Ascani, Gatticchi e Belardinelli martedì mattina a Castello

di Barbara Maccari

Alla fine alla corsa per la segreteria dell’Unione comunale del Pd di Città di Castello è rimasta in piedi solo la candidatura di Gionata Gatticchi. L’altro avversario, Lorenzo Accardi, ha deciso di ritirasi alla corsa per la poltrona, nonostante avesse già pronte le linee programmatiche e anche le firme, come da statuto del Pd, per presentare la propria candidatura. «Il percorso che ci sta portando al congresso  - ha spiegato Accardi in una nota – è quello di una mera conta tra i vari schieramenti interni al partito, basata non sui contenuti ma sul peso, in termini di tessere, che i vari notabili del partito intendono mettere sulla bilancia».

Strada spianata Strada spianata quindi per Gatticchi che dovrà solo scoprire quali e quanti delegati del partito sono dalla sua parte visto che è il candidato unico. Il giorno fatidico sarà il 3 dicembre, data in cui si terrà il congresso. In una conferenza stampa tenuta martedì Gatticchi ha ribadito la propria autonomia rispetto alle fazioni e ha parlato del suo programma. «Le motivazioni personali – risponde a chi gli chiede come mai si è ritrovato unico candidato – dovete chiederle ad Accardi, io parlo per me. Noi vorremmo un’Unione comunale costruita non sulla base di “quote” suddivise tra le correnti, ma sulla base del merito, delle capacità e soprattutto dell’impegno, perché questo partito ha un gran bisogno di gente che abbia voglia di rimboccarsi le maniche. Vorremmo andare oltre le divisioni, come diceva in una campagna il segretario nazionale Bersani».

Oltre Proprio lo slogan, «Oltre», lo spiega Gatticchi: «O come orizzonte, L come lungimiranza, T come trasparenza, R come radicamento, E come essere democratici. Crediamo che questo sia il momento di fare un passo indietro rispetto ai posizionamenti di parte e due avanti verso la città e le sue esigenze concrete: vogliamo un partito che torni a formare la propria classe dirigente, che ascolti le critiche e le proposte dei cittadini, che faccia da tramite tra questi e l’amministrazione. Vogliamo che i circoli funzionino come casse di risonanza rispetto ai problemi e alle idee che vengono dai territori e, soprattutto, vogliamo che tutto questo sia l’opera non di una persona, né di una parte, ma di un collettivo».

Ascani: non rottamiamo nessuno «Non siamo una corrente – spiega il candidato ribadendo la propria autonomia -, né vogliamo esserlo. Ci sentiamo di rappresentare il Partito democratico, non una delle sue componenti e per questo ci siamo messi a disposizione di un progetto inclusivo, del quale tutti possono e devono sentirsi protagonisti». Sulla stessa linea anche Anna Ascani, dirigente del Pd regionale: «Non si tratta di rottamare nessuno, poiché il concetto stesso di rottamazione è superato e sbagliato, ma di ri-costruire insieme, facendo ciascuno la propria parte e andando “Oltre” quello che ci divide. Se per vincere una partita può essere sufficiente il talento, i campionati si vincono invece soltanto con una squadra forte e compatta. Vogliamo mettere il nostro entusiasmo, che è il vero talento di cui siamo portatori, al servizio di una squadra vincente».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi