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13 marzo 2013 Ultimo aggiornamento alle 12:45

Conclave: il nuovo Papa è Josè Mario Bergoglio, il primo Francesco della storia

Ha scelto il nome del Poverello di Assisi il Papa gesuita e argentino Bergoglio. Questa mattina è in Santa Maria Maggiore per «pregare la Madonna»

Conclave: il nuovo Papa è Josè Mario Bergoglio, il primo Francesco della storia
Papa Francesco

di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Bergoglio è il nuovo Papa. Un Papa argentino, gesuita, al soglio pontificio che ha scelto il nome di Francesco. E’ il Papa che aveva concorso con Ratzinger allo scorso Conclave. Il nome che conduce al poverello di Assisi indica senz’altro una via per la chiesa volta alla carità, all’attenzione verso le povertà del mondo. Papa Francesco, come anticipato, questa mattina, giovedì, è andato nella basilica di Santa Maria Maggiore, «per pregare la Madonna». E’ arrivato intorno alle 8 e si è soffermato per circa mezz’ora in preghiera. Poi si è trasferito nella cappella Sistina della stessa Basilica, dinuovo per pregare e infine  è andato alla tomba di San Pio V. Si è soffermato a lungo in preghiera e all’uscita ha salutato a distanza un gruppo di studenti che richiamava a se l’attenzione, prima di fare rientro nella residenza di Santa Marta.

Il  primo saluto del Papa Il Papa nel salutare la folla a San Pietro ha detto: «Fratelli e sorelle buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma sembra che i miei fratelli sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo ma siamo qui. Vi ringrazio per l’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo. Grazie. Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca». Poi ha recitato il Padre nostro e l’Ave Maria e Gloria al padre. Ha aggiunto: «Incominciamo questo cammno della Chiesa di Roma, un cammino di fratellanza d’amore, di fiducia fra noi, preghiamo l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo, che sia fruttuoso per l’evangelizzazione da questa bella città. E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore, vi chiedo che voi pregate il signore perchè mi benedica. La preghiera del popolo per la benedizione del suo vescovo. La preghiera di voi su di me». E infine: «Adesso do la benedizione a voi e a tutto il mondo». Ha salutato: «Domani voglio andare a pregare la Madonna perchè ci custodisca, buona notte e buon riposo».

Il primo Papa gesuita E’ il primo Papa gesuita, Francesco, un ordine che diversamente dagli altri ha altri due voti oltre a quello di carità castità e obbedienza, c’è anche il pieno servizio al Papa e quello della rinuncia alle cariche ecclesiastiche. Ma nel segno dell’obbedienza è possibile comprendere il significato profondo del ‘sì’ che Bergolio ha dato alla volontà del Conclave. Tra le curiosità è che ha un solo polmone, l’altro gli è stato asportato durante l’infanzia perché colpito da un’infezione.

Il Papa dei poveri E’ il prete dei poveri di Buenos Aires, ‘padre Bergoglio’, così è conosciuto in Argentina, la terra che ha eletto il nuovo Papa. Jorge Mario Bergoglio Francesco I (Buenos Aires, 17 dicembre 1936) è il nuovo pontefice, è stato arcivescovo argentino, arcivescovo di Buenos Aires nonché ordinario per i fedeli di rito orientale che risiedono in Argentina. E’ nato in una famiglia di origine piemontese, ha studiato dapprima come tecnico chimico, poi in seminario, quindi nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires per laurearsi in filosofia. Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, ricevendo poi l’ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969. Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a Provinciale dell’Argentina è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel e, nel 1986 è stato in Germania per il completamento del dottorato, prima del ritorno in patria, nella città di Córdoba, dove è diventato direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù. Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca. Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d’Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina. Dopo la nomina cardinalizia da parte di papa Giovanni Paolo II, il 21 febbraio 2001 con il titolo di San Roberto Bellarmino, è stato eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, dal 2005 al 2011, Bergoglio è stato da sempre considerato uno dei candidati più in vista per l’elezione a Pontefice nel conclave del 2005. Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella Curia Romana, Bergoglio aveva secondo gli osservatori dalla sua parte lo schieramento compatto dei vescovi latinoamericani, e lo stesso Joseph Ratzinger, poi divenuto papa come Benedetto XVI sarebbe stato fra i cardinali che avrebbero appoggiato la sua elezione. Secondo alcuni, contrarietà sarebbe stata espressa dall’allora Segretario di Stato Angelo Sodano. Eletto Papa il 13 Marzo 2013 .La ricostruzione più puntuale del conclave, raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli, e che consiste nel diario di un cardinale elettore, indica in Bergoglio il cardinale più votato in conclave dopo Ratzinger. In Argentina lo descrivono come uomo semplice, che attraversa a piedi Plaza de Majo, si sposta in metropolitana e ama stare tra la gente.

Le accuse C’è chi vede delle ombre pesanti nel passato di Bergoglio, una certa accondiscendenza verso il regime dei Colonnelli in Argentina, addirittura di essere coinvolto nel rapimento di due preti nel 1976 quando era alla guida dei gesuiti del suo paese. Molte accuse sono contenute nel libro di Horacio Verbitsky «L’isola del silenzio». Accuse che ha sempre respinto e nel 2000 è stato tra i promotori delle scuse pubbliche della chiesa argentina per non essersi opposta alla dittatura.

Cosa fa ora il nuovo il Papa Il Papa ora alloggerà in un piccolo appartamento all’interno della residenza Santa Marta, nello stesso luogo che ha ospitato i cardinali durante il Coclave. Non potrà entrare nell’appartamento papale fino a quando non saranno conclusi i lavori di ristrutturazione. Il piccolo appartamento all’interno di Santa Marta che ospiterà Papa Francesco è composto di una camera e di un salottino dove il Papa potrà ricevere i cardinali e quanti potranno fargli visita. Domani, come annunciato, andrà a pregare alla Madonna e potrà essere quindi la seconda occasione per vederlo e per ascoltarlo. Domenica ci sarà il primo Angelus, mentre martedì sarà la festa di San Giuseppe e ci sarà da attendersi un nuovo messaggio di Papa Francesco e poi le celebrazioni della Pasqua.

Esultanza Esultanza in piazza San Pietro alla vista della fumata bianca che in un primo momento sembrava nero. Poi dopo circa 4 minuti è iniziato il suono delle campane che confermano l’elezione del nuovo pontefice. Sono stati raggiunti quindi i fatidici 2/3 dei voti dei porporati, sui 115 cardinali elettori, per il 266esimo successore di Pietro.

Il frate di Assisi Padre Enzo Fortunato, responsabile della sala stampa del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi ha detto: «Oggi un papa Francesco è un segnale di speranza e profondo rinnovamento, un po’ come nel 1200. Speriamo incarni lo spirito di Francesco: fraternità, sobrietà, ma anche dialogo e apertura». Lo dichiara il portavoce del Sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato. «Le famiglie francescane di Assisi – ha aggiunto – hanno fatto un comunicato con le parole di Francesco: reverenza e obbedienza al nuovo papa. E’ una gioia grande».

FOTOGALLERY. I VOLTI DEI PAPABILI

Piazza san Pietro Cori, gioia, felicità esultanza in piazza San Pietro. I fedeli, i pellegrini, i curiosi sono rimasti per ore sotto la pioggia ad attendere la fumata. E’ una piazza San Pietro illuminata e colorata.

Le campane a Perugia Intanto suonano le campane anche dalla cattedrale di Perugia, mentre in progressione suonano in tutte le chiese della città e poi della diocesi. Suonano le campane anche ad Assisi, al sacro convento di San Francesco. Sono tutti in trepidante attesa delle sue prime parole. L’ ‘habemus Papam’,  è stato pronunciato dal protodiacono Jean-Louis Tauran.

I numeri C’è chi commenta i numeri di questa elezione che sono quelli del 13-03-2013, come simbolo di trinità.

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