sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 03:31
15 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:12

Completamento piani recupero post terremoto, ai comuni 12 milioni. Ecco quali

Tutti i criteri per l'assegnazione: chi è avvantaggiato e chi no, come presentare la domanda, quali le priorità

Completamento piani recupero post terremoto, ai comuni 12 milioni. Ecco quali

Una ulteriore ‘spinta’ al completamento della ricostruzione è stata decisa dalla Giunta regionale che, su proposta della presidente Catiuscia Marini, ha assegnato ai Comuni interessati quasi dodici milioni di euro per il finanziamento degli interventi di ripristino degli edifici compresi nelle Umi di fascia ‘n’, quelli non abitati al momento del sisma. Il finanziamento potrà essere utilizzato per il ripristino post sisma dei singoli edifici, ossia prive delle priorità previste in quanto non abitate al momento del sisma, dei soli Pir (programmi integrati di recupero), nel cui ambito territoriale risultano, al 31 dicembre 2015, almeno 15 residenti o almeno 5 attività produttive. «La fascia “n” – ha spiegato la presidente Marini – non aveva trovato fino ad ora un’organica fonte di finanziamento ma il ripristino degli immobili danneggiati dal sisma compresi in questa fascia ha un’indubbia importanza strategica ai fini della conclusione del processo di ricostruzione se si considera che, attualmente, all’interno dei nuclei oggetto dei 188 Pir approvati dalla Giunta regionale, queste rappresentano, una volta finanziate le fasce prioritarie, gli unici agglomerati immobiliari non riparati. Proprio in virtù dello stato attuale della ricostruzione, decisamente avviata alla conclusione, oggi si concretizzano i presupposti economici per poter programmare il finanziamento, almeno in parte, di tali interventi». La Giunta regionale – è scritto ancora nella nota -, già nello scorso mese di aprile aveva espressamente destinato al ripristino di queste unità il finanziamento di 11.854.230,77 euro. La limitatezza delle risorse disponibili, a fronte di un fabbisogno economico stimato in circa 360 milioni di euro, rende inattuabile il finanziamento in toto delle Umi e impone la definizione di criteri restrittivi per l’assegnazione dei relativi finanziamenti ai Comuni, per l’individuazione degli immobili interessati dal beneficio e per la quantificazione del contributo concedibile».

L’ELENCO DEI COMUNI A CUI VANNO I SOLDI

Tutti i particolari Non sono interessati dal provvedimento gli immobili compresi nelle fasce “n” all’interno dei P.I.R. già riparati o in corso di riparazione a spese del proprietario poiché, dovendo tener conto dell’esiguità delle risorse disponibili, il rimborso delle somme anticipate per lavori già eseguiti o in corso di esecuzione non risulta funzionale al recupero dei centri oggetto dei Pir quanto la realizzazione di nuovi interventi di recupero. Considerate rispettivamente la limitatezza dei fondi a disposizione ed evidenti ragioni di coerenza, si ritiene di escludere – scrive la Regione – dal contributo gli interventi relativi ad edifici in cui il proprietario al momento del sisma o i suoi aventi causa hanno ottenuto un contributo per la riparazione dei danni a seguito degli eventi sismici del 1997 e successivi o sono stati dichiarati decaduti dal relativo beneficio. La Regione spiega che «ritiene di dover privilegiare gli edifici il cui ripristino determini il completamento del programma integrato di recupero, poiché consente il recupero completo dell’intera zona interessata dal programma». Ulteriori criteri per l’individuazione degli immobili interessati dal finanziamento derivano dalla destinazione dell’immobile, abitativa o produttiva, e dalle condizioni particolarmente gravi dell’edificio, anche in relazione allo stato dei luoghi: «Si ritiene così – ancora la Regione- di dover preferire, il fabbricato oggetto di ordinanza di sgombero, specie quando le condizioni di instabilità pregiudichino o mettano in pericolo l’utilizzo di immobili adiacenti ristrutturati o la circolazione stradale e pedonale sulla pubblica via, e l’immobile oggetto di opere di messa in sicurezza, in particolare quando queste ostacolino o rendano difficoltosi in modo sensibile la circolazione stradale o pedonale sulla pubblica via o l’utilizzo di fabbricati adiacenti già ripristinati a seguito del sisma. È riconosciuta una preferenza ai soggetti che si impegnano a realizzare anche le finiture esterne ed interne dell’edificio, premiando maggiormente le prime allo scopo di assicurare il decoro dell’ambiente urbano, o a trasferire la propria residenza nell’edificio recuperato, entro 60 giorni dalla fine lavori e per un periodo minimo di due anni, o a stipulare un contratto di locazione a canone concordato per tre anni decorrenti dalla data della fine dei lavori». Entro 45 giorni dalla pubblicazione del presente atto i soggetti interessati potranno proporre la domanda di accesso al contributo. Entro i successivi 45 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, i Comuni, accerteranno la legittimazione delle domande e individueranno i soggetti che possono accedere al contributo.

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