mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:21
23 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:19

Commissione Riforme, regolamento della Camera: nuove disposizioni su atti ispettivi e question-time

Il presidente Silvano Rometti: «Ora il sistema è più attuale. Nessun bavaglio ai consiglieri che interverranno su argomenti di potestà regionale. Sennò diventa un inutile esercizio parolaio»

Commissione Riforme, regolamento della Camera: nuove disposizioni su atti ispettivi e question-time

La Commissione per le riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Silvano Rometti, ha avviato la modifica del regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Un intervento necessario – ha spiegato Rometti – perché il regolamento risultava «lacunoso e metteva in difficoltà sia gli uffici che la presidenza dell’Assemblea nel valutare la ammissibilità degli atti ispettivi dei consiglieri regionali. Ora è il momento di affrontare la questione. Con la formulazione approvata oggi il regolamento viene reso più attuale, senza mettere bavagli, ma prevedendo la possibilità di intervenire su argomenti che siano di effettiva potestà regionale, altrimenti diventa un esercizio parolaio che non serve a nulla. Abbiamo preso a riferimento, con una piccola variazione, il regolamento della Camera dei Deputati, adattandolo laddove necessario alla specificità dell’Assemblea legislativa».

Mozioni ed interrogazioni Due, sono, le modifiche principali apportate al regolamento. Per quanto riguarda l’ammissibilità di mozioni, interpellanze, interrogazioni e risoluzioni, viene previsto che il presidente dell’Assemblea la valuti con riguardo alla coerenza fra le parti dei documenti, alla competenza nonché alla tutela della sfera personale e dell’onorabilità dei singoli e del prestigio delle istituzioni (approvato a maggioranza con l’astensione di (De Vincenzi, Rp, e Carbonari, M5S). Per quanto riguarda il question-time, cioè le interrogazioni a risposta immediata, è stato approvata all’unanimità l’estensione del periodo per la convocazione della relativa seduta, che passa da 48 ore a 6 giorni, allo scopo di agevolare il lavoro dei consiglieri, degli uffici e degli assessori che devono predisporre le risposte alle interrogazioni.

Diritto di voto Nella prossima seduta della Commissione statuto verrà discussa la questione della assenza temporanea dei consiglieri regionali ai lavori delle Commissioni e delle relative deleghe a sostituire concesse dai capigruppo. Una situazione che, dopo la riduzione dei consiglieri da 30 a 20, può verificarsi con maggiore frequenza. Da risolvere il problema che chi sostituisce, attualmente, non ha diritto di voto, una lacuna che potrebbe inficiare l’efficacia del lavoro delle Commissioni.

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