lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:44
26 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:03

Commissione d’inchiesta rifiuti, chiusa l’attività: «Differenziata, costi non sono diminuiti»

In consiglio regionale la relazione finale dopo 13 audizioni. Nomine Tsa, Cecchini: «Dorillo? Il fatto che appartenga a un partito non è negativo di per sé»

Commissione d’inchiesta rifiuti, chiusa l’attività: «Differenziata, costi non sono diminuiti»
L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

Mancata diminuzione dei costi della raccolta differenziata per i cittadini, dovuti all’investimento iniziale necessario per attivarla; basso costo del conferimento in discarica in Umbria; mancato completamento del processo di economia circolare; la necessità di calcolare il materiale recuperato (non solo il differenziato), di innovare gli impianti di trattamento e di rendere efficienti quelli che esistono. Sono queste, in sintesi, le principali criticità sottolineate nella relazione conclusiva sull’attività svolta dalla Commissione d’inchiesta che si è occupata della «verifica e tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale». La relazione, che fa il sunto delle 13 sedute svolte nel corso dei mesi, è stata letta in consiglio regionale martedì dal capogruppo pd Gianfranco Chiacchieroni.

Mozione Una relazione della quale l’aula ha preso atto approvando poi, all’unanimità, una mozione a firma Chiacchieroni, Solinas, Casciari (Pd), Liberati (M5S) e Fiorini (Lega) che propone di proseguire il lavoro di approfondimento svolto nell’ambito della Seconda commissione consiliare e, per quanto di competenza, della nuova Commissione regionale antimafia, istituita sempre all’unanimità proprio martedì. L’idea è quella di dare vita ad audizioni periodiche ogni tre mesi per affrontare i problemi legati al ciclo dei rifiuti. Tornando alla relazione, in chiusura Chiacchieroni ha sottolineato che «il superamento di questi nodi potrà determinare un minore impatto sulle discariche, lasciandole solo per una parte limitata del sistema complessivo, ovvero per la chiusura del ciclo».

Tsa Dopo la nomina e le polemiche dei giorni scorsi poi martedì in consiglio si è parlato anche di Tsa, la Trasimeno servizi ambientali, grazie a un’interrogazione dei consiglieri del M5S. All’assessore Fernanda Cecchini Liberati e Carbonari hanno chiesto di «conoscere quali specifici titoli accademici e professionali abbia maturato Alessia Dorillo per ricoprire l’incarico di presidente». «La Regione – ha risposto Cecchini – in tema di rifiuti ha funzioni di programmazione e non di gestione, né ha la facoltà di commissariare o fare scelte al posto dei Comuni. I sindaci del comprensorio del lago Trasimeno, con il socio privato, in piena autonomia e all’unanimità, hanno scelto di nominare una giovane donna laureata. Il fatto che appartenga ad un partito politico non è negativo di per sé. Nel fare la scelta l’assemblea dei soci risponde al diritto privato, non al consiglio regionale o alla giunta. Rispondo per cortesia, perché penso che interrogazioni del genere non dovrebbero neanche essere discusse in quest’Aula».

BIOREATTORE BORGOGIGLIONE, ENTRO MAGGIO SERVE UN PIANO

Gesenu Di Gesenu si occupa invece un altro consigliere del M5S, stavolta il capogruppo al consiglio comunale di Perugia Cristina Rosetti. La pentastellata commenta la notizia dell’apertura, da parte dell’Anac, di un procedimento di vigilanza a proposito della nomina di Dante De Paolis ad amministratore delegato della società. Se dubbi, come spiegato dall’Anac, non ci sono riguardo all’ipotesi di incompatibilità e inconferibilità dell’incarico, l’Autorità, che ha concesso 20 giorni al Comune per replicare, ha spiegato che persistono «forti perplessità sulla condotta dell’amministrazione locale poiché emerge il profilo del conflitto di interessi alla luce della normativa vigente in materia, che pare non essere stato opportunamente valutato dall’Amministrazione. «Qualunque sia l’esito del procedimento – dice Rosetti -, il M5S ha fatto il suo dovere e ottenuto l’azione di controllo dell’Autorità anticorruzione.

IL TAR SU INTERDITTIVA GESENU: NON SERVONO PROVE, BASTANO INDIZI

M5S «Unica forza politica – continua -, il M5S, a porre l’accento su un modo di procedere dell’Amministrazione che, non solamente è stato inopportuno e probabilmente contra legem, ma assolutamente inadeguato (e il Tar, confermando l’interdittiva, lo ha detto a chiare lettere) rispetto alla gravità della situazione in cui versava e versa Gesenu. Il silenzio persistente della giunta Romizi, anche dopo la sentenza del Tar, per il M5S è imbarazzante. La ripubblicizzazione è l’unica risposta adeguata alla gravità dei fatti, e chi pensa di “regalare” il monopolio della gestione dei rifiuti in Umbria ad altri gruppi economici, evidentemente interessati al venir meno di Cerroni, dominus indiscusso della gestione dei rifiuti per decenni, sappia che il M5S non starà a guardare».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250