giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:56
4 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:53

Soltanto tre condanne per traffico illecito di rifiuti. Codep, cadono accuse più gravi: esultano le difese

Dieci assoluzioni al termine di un processo durato tre anni e mezzo. Graziano Siena, Stefano Zanotti e Gianni Berretta dovranno risarcire subito il ministero dell'Ambiente con 50 mila euro

Soltanto tre condanne per traffico illecito di rifiuti. Codep, cadono accuse più gravi: esultano le difese

di Enzo Beretta

Traffico illecito di rifiuti. E’ questa l’accusa per la quale sono stati condannati dalla Corte d’assise di Perugia l’ex presidente di Codep, Graziano Siena, 4 anni, il consigliere Stefano Zanotti, due anni (concesse le attenuanti generiche, pena sospesa) e l’autotrasportatore Gianni Berretta, tre anni. Secondo il Pm Manuela Comodi che ha coordinato le indagini del Nucleo operativo ecologico dell’Arma gli imputati hanno proceduto allo «smaltimento illecito dei rifiuti liquidi e solidi prodotti presso l’allevamento di Zanotti e conferiti all’impianto gestito da Codep, mediante il trasporto e lo spandimento sui terreni, non redigendo (per il periodo febbraio-marzo 2008) o falsificando (nel periodo maggio-giugno 2008) i documenti di trasporto in relazione alla natura del rifiuto e alle destinazioni, attestando falsamente un’attività di spandimento agronomio». Stando agli atti d’accusa «Berretta, proprietario di un autospurgo, effettuava 144 trasporti di rifiuti (dall’8 maggio al 17 giugno 2008 per un quantitativo stimato in 1.152 mq) in assenza di esatta indicazione dei terreni, degli estremi delle comunicazioni per l’utilizzo agronomico, di attestazione sui pesi effettivi, occultando la destinazione finale e il reale quantitativo dei reflui smaltiti».

Corte d’assise La condanna dei giudici – presidente Gaeteno Mautone, a latere Giuseppe Noviello – sono arrivate al termine di una camera di consiglio durata oltre sei ore. Quello sul depuratore di Bettona è stato un processo molto lungo, iniziato nel gennaio 2013 e terminato dopo tre anni e mezzo in cui si sono celebrate in tutto 37 udienze. Il reato per il quale sono stati condannati i tre imputati si prescriverà nei primi mesi del 2017.

Le richieste della Procura Contro gli imputati la Procura aveva chiesto condanne pesanti – 105 anni complessivamente – contestando a vario titolo i reati di avvelenamento di acque, disastro ambientale, associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti. Al termine della requisitoria il magistrato inquirente aveva chiesto di assolvere Nicoletta Giammarioli, Giampaolo Proietti, Renato Taglioni e Giuseppe Meschini.

Le assoluzioni Sono stati assolti i vicepresidenti di Codep, Rinaldo Polidori e Giovanni Mattoni, i consiglieri Paolo Schippa, Sergio Longetti, Nicola Taglioni, Renato Mattoni, Massimo Mencarelli, il tecnico dell’Arpa Antonio Bagnetti e i funzionari dell’Agenzia regionale protezione ambientale Susanna D’Amico e Claudio Menganna. Per Taglioni, Longetti e Mattoni l’accusa al capo «b» è stata dichiarata estinta per intervenuta prescrizione mentre sono stati assolti ‘per non aver commesso il fatto’ Rinaldo Polinori, Antonio Bagnetti, Susanna D’Amico, Massimo Mencarelli e Claudio Menganna.

La sentenza Oltre a dover ripristinare lo stato dell’ambienta gli imputati Siena, Zanotti e Berreta sono stati condannati al pagamento di una provvisionale risarcitoria di 50 mila euro al ministero dell’Ambiente, 20 mila al Comune di Bettona, 10 cadauno ai Comuni di Bastia, Assisi e Bevagna, 5 al Comune di Cannara.

David Brunelli «Polidori è il principale allevatore di maiali della regione e tra i più importanti del centro Italia. Si serviva – dice il legale – della Codep per lo smaltimento dei reflui. Il mio clienet è stato in carcere e poi detenuto agli arresti domiciliari. Ora, anni dopo la misura cautelare, è stato assolto da tutti i reati con formula piena. E’ una soluzione corretta rispetto alla quale non abbiamo mai avuto dubbi. Polidori aveva investito in Codep perché a lui serviva smaltire liquami. Ora ha trasferito molte attività fuori regione ed è dispiaciuto nonostante i servizi siano più costosi ma anche più efficienti».

Nicola Di Mario «L’esito pienamente assolutorio restituisce la doverosa credibilità a Paolo Schippa e Renato Taglioni che, nel corso della pluriennale attività svolta all’interno di Codep, hanno sempre uniformato la loro azione gestionale al rigoroso rispetto di ogni disciplina normativa. Le pesanti imputazioni loro contestate si sono rivelate al controllo della Corte prive di fondamento già sul piano della oggettività materiale. La formula conclusiva della pronuncia ‘fatto non sussiste’ rappresenta la migliore conferma di quanto apparissero inconsistenti gli attributi di penalità elevati a carico dei miei assistiti. Le delicate questioni giuridiche affrontate hanno trovato la soluzione auspicata dalla difesa».

Franco Libori «Sono molto soddisfatto. La Corte di assise dopo una lunga e approfondita istruttoria ha preso atto della piena correttezza della condotta della dottoressa D’Amico assolvendola con formula piena da tutti i reati contestati».

Valeriano Tascini «E’ una sentenza che da un lato, con la condanna per traffico illecito di rifiuti, riconosce la bontà dell’impostazione accusatoria circa l’attività illecita compiuta dalla dirigenza Codep e da alcuni allevatori con il concorso di trasportatori nella gestione dei reflui da considerarsi rifiuti, dall’altro sconta la difficoltà dell’accertamento dibattimentale rispetto all’attività di indagine per i reati più gravi».

Giancarlo Viti «Quella di Zanotti, seppur per un solo e peraltro meno grave capo di imputazione e con pena sospesa, è una condanna che sorprende ma un giudizio più approfondito ovviamente richiede la lettura delle motivazioni. L’appello è scontato». Viti commenta anche l’assoluzione di Nicoletta Giammarioli: «E’ la presa d’atto di un’estraneità ai fatti, emersa con forza in dibattimento».

Francesco Falcinelli Ha dichiarato l’avvocato Falcinelli, difensore di Bagnetti, Taglioni, Giovanni e Renato Mattoni: «Esprimo soddisfazione per la valutazione espressa dalla Corte d’assise di Perugia che con rigore giuridico ha effettuato un giudizio esclusivo della responsabilità dei miei assistiti per tutti i reati loro contestati. Occorrerà attendere il deposito della motivazione per avere una compiuta indicazione delle ragioni poste a fondamento dell’odierna decisione che ha riguardato, tra le altre cose, fattispecie quali quelle di avvelenamento di acque e di disastro ambientale, escludendone la sussistenza».

Francesca Pasquino «Per il Comune di Bastia Umbra – è spiegato in una nota – gli avvocati Antonio Bartolini e Francesca Pasquino esprimono giudizio positivo sull’esito di un lungo processo che ha visto riconosciuta la legittimità della costituzione di parte civile e della richiesta risarcitoria formulata. Attendiamo il deposito delle motivazioni per valutare ogni successivo passo da compiersi a tutela del territorio».

Emma Contarini «Naturalmente aspettiamo il deposito delle motivazioni per capire molte sfumature di questa decisione. Come legale di Legambiente e del Comitato di Bettona non siamo soddisfatti per le troppe assoluzioni che avrebbero decretato l’estraneità della maggior parte degli imputati, ritenendo invece che le indagini svolte dalla procura avevano dimostrato abbondantemente l’esistenza di una condotta dannosa per l’ambiente e il territorio circostante. Ora resta un paese compromesso, un territorio inquinato e la necessità di fare appello».

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