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4 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:16

Cna: «A Perugia si lavora fino al 30 luglio per lo Stato, a Terni fino al 16 agosto»

Tasse sulle pmi stabili rispetto al 2015: «L'anno scorso un calo effettivo per Irap e imposte locali ma si è già arrestato»

Cna: «A Perugia si lavora fino al 30 luglio per lo Stato, a Terni fino al 16 agosto»

di Iv. Por.

E’ il 30 luglio il Tax Free Day per le imprese di Perugia, mentre a Terni si dovrà aspettare il 16 agosto per cominciare a destinare i guadagni aziendali all’impresa e alla famiglia, avendo finito di lavorare per pagare le tasse. Sia nel capoluogo che nella città dell’acciaio il livello di tassazione è invariato rispetto al 2015 – rispettivamente al 58% e al 62,5% – quando invece era effettivamente calato soprattutto per via della riduzione delle imposte locali. A rivelarlo sono i dati del Rapporto 2016 dell’Osservatorio Cna sulla tassazione delle piccole imprese “Comune che vai fisco che trovi”.

La graduatoria Nella classifica tra i capoluoghi di provincia, Terni si attesta al 40° posto con il 62,5% di Total Tax Rate, superiore al valore medio italiano del 61%, mentre Perugia è messa meglio con il 58% al 101° posto. La città con tassazione maggiore per un’impresa nel 2016 risulta paradossalmente Reggio Calabria (dove ci sarebbe bisogno di azioni per lo sviluppo) con il 73,2% e un Tax Free Day al 24 settembre, che precede Bologna (71,9%) e Roma (69,8%). I meno tassati sono all’estremo nord: Gorizia (54,4% e un Tax Free Day al 17 luglio), Cuneo e Belluno (54,5%).

Impresa tipo Per tutte le città è stata presa in esame un’impresa tipo con quattro operai e un impiegato che opera su un laboratorio artigiano di 350 metri quadri più un negozio di 175 metri quadri con ricavi di 431 mila euro, 165 mila di costo del personale, 160 mila di costo del venduto, 56 mila di altri costi e 50 mila di reddito d’impresa.

Tasse a Perugia Per la nostra impresa, a Perugia si hanno 3.018 euro di Imu+Tasi (invariati rispetto al 2015), 1.939 di Tari (invariati), 2.418 di Irap (98 euro in meno sul 2015, anno in cui si era dimezzata), 10.823 di Ivs (209 in più del 2015), 10 mila di Irpef (69 in meno del 2015), 531 di addiszionale regionale Irpef (3 euro in meno del 2015), 288 di addizionale comunale Irpef (un euro in meno del 2015), con un imponibile netto di 20.984 (37 euro in meno del 2015). Come detto il Total Tax rate è del 58%, stabile rispetto al 2015 e in calo rispetto agli anni precedenti (nel 2014 era del 61,8% picco massimo degli ultimi 5 anni). Imposte e tributi locali sono in calo delllo 0,2% rispetto al 2015, quando erano già calati del 9,4% sul 2014. Tra 2011 e 2016 le tasse locali sono scese del 6,2%.

Tasse a Terni La stessa impresa a Terni paga molto di più. Di Imu+Tasi 5.767 euro (stabili), 2.014 di Tari (stabili), 2.418 di Irap (98 in meno del 2015), 10.571 di Ivs (205 in più), 9.692 di Irpef (68 in meno), 517 di addizionale regionale (3 in meno), 282 di addizionale comunale (uno in meno) con un imponibile di 18.740 euro (34 in meno). Total Tax rate al 62,5% stabile sul 2015, quando era calato del 3,8& sul 2014). Imposte e tributi locali pesano per il 22%, in calo dello 0,2% sul 2015, quando erano calati del 9,3% rispetto al 2014. Tra 2011 e 2016 le tasse locali sono scese del 3,9%.

2015: anno di discontinuità Dai dati raccolti emerge come «il 2015 ha segnato una discontinuità effettiva nelle politiche fiscali. Un beneficio che ha riguardato anche artigiani, micro e piccole imprese. L’anno scorso, infatti, hanno visto calare il peso complessivo del fisco (Total tax rate) al 60,9 per cento: il 3,6 per cento in meno rispetto al picco toccato nel 2012 (64,5 per cento). C’è una obiettiva ragione di soddisfazione, quindi, ma il livello della pressione fiscale in Italia rimane intollerabile (19,4 punti in più della media europea) e fortemente penalizzante per l’attività imprenditoriale».

I motivi L’inversione di tendenza registrata nel 2015, per la Cna «è merito esclusivo della riduzione della pressione fiscale locale (regionale e comunale), calata del 7,6 per cento, in buona parte riassorbito, però, dall’effetto della riduzione dei tributi locali deducibili dal reddito d’impresa. A produrre principalmente questa diminuzione la deducibilità completa dall’Irap del costo dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato e l’esenzione dalla Tari delle aree destinate alla produzione di rifiuti speciali».

Stop al calo nel 2016 Per il 2016, purtroppo, il calo della pressione fiscale si arresta. L’Osservatorio prevede addirittura un lieve incremento del Total tax rate (+0,1 per cento) destinato a salire al 61 per cento complessivo. Un incremento che deriva dall’aumento programmato dell’aliquota dell’Ivs (Invalidità-vecchiaia-superstiti), la contribuzione previdenziale della Cassa artigiani e commercianti, solo in parte attenuato dall’elevazione della franchigia Irap a 13 mila euro.

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