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19 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:28

Città di Castello, si taglia al braccio con una motosega. Cgil: «Fermare piaga degli incidenti sul lavoro»

Un 28enne macedone si è ferito il giorno dopo il grave infortunio alla Proma di Umbertide. Sgalla: «La regione convochi subito le parti sociali»

Città di Castello, si taglia al braccio con una motosega. Cgil: «Fermare piaga degli incidenti sul lavoro»
Un'ambulanza del 118 (foto F.Troccoli)

di B.M.

Altro incidente sul lavoro dopo quello accaduto mercoledì alla Proma di Umbertide. Protagonista un 28enne macedone che a Città di Castello durante la potatura di un’area verde si è ferito ad un braccio con una motosega.

Soccorsi Giovedì mattina l’uomo, dipendente di un’azienda tifernate, stava pulendo un’area verde quando, per dinamiche ancora da accertare, ha perso il controllo della motosega ferendosi ad un braccio. Il 28enne è stato subito soccorso e trasportato presso il nosocomio locale, ancora da stabilire la sua prognosi. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

Incidenti in aumento «O si interviene subito per fermare la piaga degli infortuni sul lavoro che continua ad allargarsi nella nostra regione, oppure ci si rassegna ad esserne tutti complici». E’ il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, a lanciare un appello sul tema della sicurezza sul lavoro, che il sindacato ha messo da tempo al primo posto della sua piattaforma rivendicativa. Nei primi quattro mesi del 2016 in Umbria le denunce di infortunio all’Inail sono oltre 3.800, in aumento rispetto al 2015. «Ma al di là delle statistiche, che naturalmente ci preoccupano – osserva – dobbiamo tutti avere ben in mente che dietro a quei numeri ci sono lavoratrici e lavoratori in carne ed ossa, che entrano come ogni giorno al lavoro e ne escono troppo spesso con la vita stravolta, senza dimenticare quelli che a casa non ci tornano proprio».

Umbria: 30 infortuni sul lavoro al giorno

Standard sicurezza bassi Secondo il segretario Cgil, «la crisi economica e occupazionale ha indubbiamente abbassato i livelli di sicurezza sia nelle imprese che tra gli stessi lavoratori, i quali pur di portare a casa il salario sono disposti ad assumersi rischi che vanno ben al di là delle previsioni di legge. Ebbene – conclude Sgalla – crediamo che sia davvero il momento di dire basta. La Regione convochi subito tutte le parti sociali e si studino insieme interventi immediati e concreti per scongiurare il prossimo infortunio. Altrimenti ne saremo tutti complici».

©Riproduzione riservata

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