martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:13
26 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:14

Città di Castello, Pd sulla polemica profughi: «Non si risolve col populismo ma con l’integrazione»

Il gruppo di maggioranza con gli assessori fa il punto: «In città 45 migranti ospitati dalle associazioni sotto coordinamento della prefettura»

Città di Castello, Pd sulla polemica profughi: «Non si risolve col populismo ma con l’integrazione»
La conferenza stampa del Pd

di Barbara Maccari

L’intero gruppo consiliare del Partito democratico di Città di Castello si è riunito venerdì mattina con i suoi assessori per affrontare la questione migranti al rione Prato, dopo le polemiche estive alzate dall’opposizione e dai cittadini. «Ok all’accoglienza organizzata, sicura e legale, bene anche progetti di inserimento, ma basta con gli slogan e la fomentazione delle paure», ha spiegato il capogruppo Gaetano Zucchini.

Accoglienza organizzata Oltre a Zucchini, alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente del consiglio Vincenzo Tofanelli, i consiglieri Massimo Minciotti e Luciano Tavernelli, gli assessori Michele Bettarelli, Rossella Cestini e Luciana Bassini. «Accogliere non vuol dire solo collocare fisicamente degli individui, ma fornire anche soluzioni che favoriscano al meglio il patto di accoglienza che si va a sottoscrivere con i rifugiati, offrendo loro gli strumenti per una più favorevole integrazione e occasioni e progetti di volontariato che li vedano protagonisti e coinvolti sempre mantenendo alta la barra del rigore e del rispetto reciproco – ha dichiarato Zucchini -. La nostra città e il nostro territorio non sono indenni dai riflessi di tale emergenza umanitaria e questo, talvolta, crea un sentimento diffuso e legittimo di preoccupazione sociale, spesso acuito da strumentali iniziative tese ad alimentare un nazionalismo esasperato, paure di ricadute negative sulla sicurezza o sulla salute. Ci deve essere un’accoglienza diffusa in linea con la sensibilità della nostra città che venne sperimentata già negli anni settanta quando venne ospitata una comunità di nigeriani, attuando un’integrazione vera, di lavoro, scolastica».

I numeri L’assessore alle politiche sociali, Luciana Bassini, nel ribadire la fotografia attuale dei richiedenti asilo presenti a Città di Castello nell’ambito di progetti specifici gestiti da Caritas ed Arci (45 in totale compresi gli 8 migranti che arriveranno nei primi giorni di settembre) ha fatto riferimento alla possibilità di valutare con attenzione eventuali interventi di inclusione sociale anche lavorativa, con regole precise e senza costi aggiuntivi per la collettività, degli stessi migranti: «Attraverso un maggiore coordinamento con le associazioni – ha detto la Bassini – dovremo ricercare soluzioni ad un problema, una questione che non si risolve certo con gli slogan e il populismo, coinvolgendo anche i cittadini con i nostri circoli sparsi sul territorio».

Troppi immigrati al Prato La polemica era scoppiata all’inizio del mese di agosto, a sollevarla il capogruppo tifernate di Forza Italia Cesare Sassolini in consiglio comunale, spiegando di aver ricevuto diverse segnalazioni su una concentrazione eccessiva di profughi nell’ambito di un progetto Arci all’interno del rione Prato. Gli aveva risposto a stretto giro in una nota il sindaco Luciano Bacchetta: «Caritas e Arci hanno la gestione concreta dei rifugiati che sono arrivati a Città di Castello nell’ambito di un programma che sta in capo alla prefettura di Perugia, l’amministrazione non è coinvolta in nessun modo in questo tipo di accoglienza e spesso mi sono trovato ad apprendere da fonti del tutto informali della presenza di rifugiati, il cui arrivo non era stato notificato neanche alle forze di polizia». Lo stesso sindaco ha incontrato qualche settimana fa il prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro per chiarire la situazione. Al termine del vertice, lo stesso Bacchetta aveva rassicurato la cittadinanza e garantito collaborazione istituzionale.

Iniziative di protesta La polemica alzata da Sassolini riguarda otto ragazzi richiedenti asilo che arriveranno a Città di Castello all’inizio di settembre e alloggeranno in un appartamento nel rione Prato. Numerose le polemiche e le manifestazioni che si sono susseguite da parte delle forze politiche di opposizione: cortei di protesta organizzati lungo le vie della città da parte della Lega Nord, gazebo itineranti presso il rione Prato da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ultima in ordine di arrivo è stata la proposta del consigliere comunale del Psi Luigi Bartolini su lavori socialmente utili a costo zero per i profughi.

 

 

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