martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:12
9 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:24

Città di Castello, Bacchetta: «Sui migranti maggiore coordinamento tra tutti gli attori in campo»

Dopo l'incontro con il prefetto, il sindaco tifernate fa il punto: «Accoglienza diffusa modello da seguire. Presto incontro con associazioni»

Città di Castello, Bacchetta: «Sui migranti maggiore coordinamento tra tutti gli attori in campo»
Luciano Bacchetta col prefetto Cannizzaro

«Nel corso dell’incontro con il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, che voglio ringraziare per la cortesia e disponibilità all’ascolto, abbiamo affrontato i temi legati all’accoglienza dei migranti e alla necessità di un coordinamento sempre più stretto fra i vari livelli dello Stato per poter gestire assieme in maniera sinergica ed efficace, quella che è una vera e propria emergenza nazionale che ci tocca a tutti da vicino. E’ stata anche approfondita l’esigenza di un confronto continuo con le associazioni che sono parte attiva dei progetti di integrazione e di inclusione sociale dei profughi». Lo dichiara il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, al termine dell’incontro con il Prefetto, al quale nei giorni scorsi, dopo averlo annunciato in consiglio comunale rispondendo ad una interrogazione, aveva inviato una lettera per ribadire «un maggiore coinvolgimento preventivo dei comuni e delle comunità locali interessati ad affrontare questa emergenza, per garantire una pacifica e solidale integrazione sociale evitando di creare ghetti, squilibri e concentrazioni eccessive in luoghi e zone della città già interessate dalla presenza di altri profughi e dove esistono situazioni che necessitano un continuo monitoraggio di carattere logistico-operativo».

Accoglienza diffusa «Il criterio dell’accoglienza diffusa – sottolinea Bacchetta – è senza dubbio la strada da seguire per affrontare tutti insieme, con la Prefettura in primo luogo, questa emergenza confrontandoci in maniera costante». Riguardo all’eventualità di accogliere un gruppo di profughi in una abitazione del rione Prato in Via San Florido il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta l’ha definita «inopportuna in una zona della città già caratterizzata da una numerosa presenza di cittadini extracomunitari con il rischio concreto di creare un ghetto fioriero di ulteriori problematiche. «Noi riteniamo importante, infine – ha concluso Bacchetta – poterci incontrare con le associazioni che gestiscono questi progetti di integrazione sociale dei profughi per avviare un percorso di collaborazione sinergica in grado di evitare e se possibile gestire eventuali problematiche di carattere logistico e di accoglienza per scongiurare pericolosi salti nel buio».

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