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29 ottobre 2015 Ultimo aggiornamento alle 09:17

Città della Pieve, scopre tomba etrusca mentre lavora la terra: «Una meraviglia»

Nel sito di circa cinque metri quadrati trovate due grandi sarcofagi e due urne cinerarie. In corso i sopralluoghi

Città della Pieve, scopre tomba etrusca mentre lavora la terra: «Una meraviglia»
L'interno della tomba

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di No.Mat.

La storia non finisce mai di stupire, specialmente quando le scoperte avvengono per caso: a San Donnino Fondovalle, località del comune di Città della Pieve, il caso ha condotto un operaio a una tomba etrusca nascosta nel terreno. Nei prossimi giorni inizieranno le fasi dello scavo, con conseguente recupero dei materiali, che da un primo esame sembrano suggerire la datazione al III secolo a.C.

Tomba etrusca A imbattersi nei reperti è stato, sabato, un operaio che stava arando dei terreni di proprietà dei suoi committenti: al passaggio sull’area con il mezzo agricolo, la terra ha franato, facendo inceppare l’aratro. L’uomo, una volta terminati i lavori, è tornato sul posto per verificare la zona e, resosi conto della scoperta, ha denunciato il fatto alle autorità. A seguito dell’importante ritrovamento, i tecnici della Soprintendenza archeologica dell’Umbria, coordinati dalla dottoressa Clarita Natalini, hanno effettuato un sopralluogo che ha accertato le origini dei resti, risalenti quasi certamente al terzo secolo a.c.

La tomba etrusca: fotogallery

Sarcofagi e urne cinerarie All’interno della tomba, una sepoltura ipogea rettangolare di circa 5 metri quadrati, scavata nel terreno naturale e nel tempo in parte ostruita dalle frane, ci sono due grandi sarcofagi, di cui uno recante iscrizioni etrusche sull’identità del defunto, e due urne cinerarie sulla cui sommità è riprodotto un uomo in posizione recumbente (semi seduta, ndr). I reperti, stando a una nota della Soprintendenza, sono realizzati in travertino alabastrino e mostrano una buona fattura.

Presidio e ulteriori sopralluoghi Nel sito del rinvenimento, costantemente presidiato dai carabinieri, la Soprintendenza è presente con tecnici, archeologi e con il sindaco di Città della Pieve, Fausto Scricciolo, per capire come procedere nei prossimi giorni e per avviare le fasi di scavo che porteranno al recupero dei materiali: non è stato ancora infatti possibile capire se, nel tempo, vi siano state intrusioni nella tomba, data la presenza di terra anche e soprattutto nell’area del pozzetto, che generalmente contiene il corredo del defunto. I primi dati certi sui sarcofagi e sulle urne si avranno solo dopo la rimozione del terreno che ancora sommerge per metà il sito.

Le operazioni e i volontari. Il Comune di Città della Pieve attraverso il proprio ufficio ai lavori pubblici predisporrà il piano operativo di sicurezza del sito archeologico. Volontari della protezione civile e gli operai del Comune aiuteranno nelle operazioni. Sempre dal Comune è stato organizzato un gruppo di lavoro di archeologi volontari del territorio (Silvia De Fabrizio, Francesca Bianco, Benedetta Droghieri, Andrea Pagnotta), il tutto avverrà sotto il coordinamento dei responsabili della Soprintendenza ed avverrà nel contesto del progetto Beni Comuni già attivo a Città della Pieve.

Sinergie e prospettive. «Siamo consapevoli di trovarci di fronte ad una grande opportunità per Città della Pieve – spiega il sindaco Fausto Scricciolo – Da subito abbiamo dato la massima disponibilità di collaborazione alla Soprintendenza e il tutto si sta svolgendo in un clima realmente cooperativo. Siamo anche lieti di aver mostrato alla Soprintendente il Museo di Santa Maria dei Servi che ha colpito favorevolmente per una futura possibilità di ospitare i magnifici reperti rinvenuti. Ringrazio fin da adesso, per quanto stanno facendo, i carabinieri e il comandante della nostra Municipale Giuseppe Padricelli».

Restituire al pubblico questa “meraviglia”. «L’attenzione e la tanta curiosità suscitata dal ritrovamento ci spinge a cercare di restituire al più presto i reperti agli occhi del pubblico – spiega l’assessore alla cultura Carmine Pugliese –. Questo ritrovamento va ad arricchire il già ingente patrimonio artistico di Città della Pieve. Sono moltissimi gli attestati di entusiasmo per il ritrovamento che ci arrivano in queste ore compresi quelli autorevoli dell’onorevole Silvia Costa presidente della Commissione Cultura al Parlamento Europeo e dell’assessore alla cultura della Regione Umbria Fernanda Cecchini».

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