mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:45
23 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:30

‘Città del Trasimeno’, sindaci sbottano: «Sfascismo non fa capire vantaggi del progetto»

Scricciolo spiega i dettagli dell'Unione dei comuni: «Ognuno mantiene il suo personale ma la collaborazione permetterà risparmi»

‘Città del Trasimeno’, sindaci sbottano: «Sfascismo non fa capire vantaggi del progetto»
Catiuscia Marini con gli 8 sindaci del Trasimeno

«Lo sfascismo continuo di chi pensa di avere la ricetta giusta purtroppo limita anche la capacità di comprendere che le scelte, tutte, rimangono ancora in capo ai Consigli comunali e che quello dell’Unione è un consiglio che si apre alla discussione, al dibattito ed al confronto tra i vari Comuni, tutti rappresentati allo stesso modo e tutti partecipi di un percorso che è solo all’avvio e che solamente nella più totale condivisione potrà crescere». Interviene per mettere diversi puntini sulle “i” Fausto Scricciolo, sindaco di Città della Pieve e presidente della Conferenza dei sindaci del Trasimeno. Una spiegazione data «per conto degli 8 Comuni» della nascente “Città del Trasimeno”, che viene presentata in questi giorni in una serie di incontri nei territori. «Lo scopo – dice Scricciolo – è quello di raggiungere il maggior numero di cittadini ed informarli sia sulle finalità dell’Investimento territoriale integrato che sui vantaggi e le prospettive che l’Unione dei Comuni potrà avere sulla vita pratica di ognuno di loro. Prima di questa fase lo statuto dell’Unione e l’atto costitutivo sono passati più volte nei consigli comunali e quindi discussi con, e dalle, forze politiche che nel consiglio sono rappresentate».

Non fusioni ma vantaggi «Nell’Unione dei Comuni – puntualizza Scricciolo – non si parla di fusioni ma di associare servizi e funzioni utilizzando forme e strumenti più agevoli. Le ultime modifiche apportate allo statuto di fatto ne rendono la struttura ancora più snella e semplice lasciando liberi i Comuni di associare servizi e funzioni caso per caso e dopo gli approfondimenti e le valutazioni che ognuno potrà sviluppare, come già è avvenuto quando gli stessi Enti hanno deciso di associare i servizi sociali e turistici utilizzando la forma del Comune capofila invece di quella dell’Unione». I vantaggi, aggiunge «saranno notevoli se il territorio sarà in grado di sfruttare l’opportunità che l’Iti e l’Unione rappresentano. Come già annunciato, questo avverrà, a partire dalla razionalizzazione dei costi, dalla revisione funzionale dei servizi e attraverso il maggior peso specifico che un territorio di 58 mila abitanti potrà rappresentare nelle sedi istituzionali sovra-ordinate. Con i processi di informazione che si stanno attuando intendiamo rafforzare e incentivare il senso di appartenenza al territorio che è forza di propulsione per il singolo».

Non fusioni ma risparmi Il presidente spiega che «ogni Comune mantiene il proprio personale, la propria identità e la propria natura giuridica. L’Unione gli da in più la capacità di avvalersi della collaborazione con i Comuni vicini per svolgere meglio alcuni servizi. Il personale previsto per l’avvio è lo stesso che risiede nei Comuni e che già svolge tali funzioni e continuerà a svolgerle nelle stesse sedi. Come già avviene con il comune capofila il costo del servizio associato somma gli impegni di spesa dei vari comuni su quella materia (es: sociale e turismo) cercando di ottimizzare il servizio, l’impiego di personale e ridurre i costi. Possibile che quello che tutti si auspicano, unire le forze, razionalizzare le risorse, efficientare la pubblica amministrazione, dare risposte uniformi, ricercare maggiore qualità e professionalità, possa essere per qualcuno un problema? Possibile che a dare giudizi su un Trasimeno che da decenni insegue l’obiettivo di essere una delle prime realtà dell’Umbria sia chi ha una storia politica ben più recente? L’incapacità di chi vuole leggere da lontano il territorio con presunzione, non aiuta certo la comprensione e il dialogo che invece si vuole avviare. Non abbiamo bisogno di demagogia ma di opportunità per la gente che vive e viene in quest’area».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250