giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 03:14

Jerry Calà al Terni Pop Film Fest: «Il premio? Libidine! E quelle serate con De Sica e Amendola»

Siparietto con Latini: «Hai visto tutti i miei film e poi ha deciso di fare il sindaco?». E su Renzi che definì uno yuppie: «Mi ricorda ‘I camaleonti’»

di Lorenzo Pulcioni

«E’ bellissimo ricevere un premio alla carriera da vivo». La simpatia di Jerry Calà alla serata di apertura della seconda edizione del Terni Pop Film Fest, il Festival del cinema popolare al Politeama di Terni. «Un festival che per fortuna non è dedicato alla corazzata Potëmkin» dice citando Paolo Villaggio. Il popolare attore, icona degli anni 80, ha assistito in sala alla proiezione del film ‘Odissea nell’ospizio’ reunion dei Gatti di vicolo miracoli.

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Vacanze di Natale a Cortina Sul palco con Jerry Calà il direttore organizzativo del festival Michele Castellani e il direttore artistico Antonio Valerio Spera. Prima della proiezione, l’omaggio alla carriera con spezzoni delle pellicole cult degli anni ’80: «Il film dove mi sono divertito di più? Vacanze di Natale – racconta Calà – eravamo i padroni di Cortina. Io, De Sica, Amendola, tutta la banda, la sera facevamo festa fino a tardi e la mattina dopo dovevano venirci a prendere non si sa dove. I produttori si arrabbiavano, in particolare De Laurentiis».

La Sandrelli e i tormentoni Anni che raccontavano un’Italia spensierata e rampante, anche con il volto di tanti attori e attrici: «A Stefania Sandrelli faticavo a dare del tu, per quanta ammirazione provavo. Ero molto legato anche a Marina Suma». Ed erano gli anni dei suoi tormentoni. Ciaooo, capitoooo, libidine e tutti gli altri: «Il segreto per creare un tormentone di successo? Con i Gatti lavoravamo tutte le sere al cabaret e capivano subito che se la gente rideva, poteva funzionare».

Il cinema italiano oggi Cosa c’è di popolare oggi nel cinema italiano? «Ben poco rispetto alla commedia degli anni 80. Noi recitavamo a ruota libera senza pensieri e paure di disturbare qualcuno con le nostre battute. Oggi tutti vogliono fare la commedia e strizzare l’occhio al politicamente corretto, questo ammazza la comicità genuina. Oggi dire certe parole in un film farebbe mobilitare tutti i sindacati, invece la comicità deve essere scorretta. L’unico che se ne frega e ha successo è Checco Zalone».

La cultura del genere Una comicità evasiva e poco impegnata anche se nel film è ben presente il tema dell’integrazione: «Non voglio dare nessun messaggio, voglio divertire e anche i giovani di oggi si divertono ancora con quei film perché capiscono che noi eravamo più liberi e spontanei. Non esprimo le mie idee, lo faccio solo nell’urna. In Italia se fai un film demenziale ti dicono che sei scemo, non c’è la cultura del genere. In America nessuno ha dato dello scemo a De Niro per aver fatto ‘Ti presento i miei’».

Yuppies della politica In un’intervista al Fatto Quotidiano di sei anni fa disse che Renzi gli ricordava uno yuppies degli anni 80: «Guardando le ultime vicende, invece, mi ricorda un gruppo musicale degli anni 60, ‘I camaleonti’. Però non esprimo le mie idee politiche, lo faccio solo nell’urna perché altrimenti apriti cielo».

Il siparietto con Latini A proposito di politica, sale sul palco il sindaco di Terni Leonardo Latini e il siparietto si fa divertente: «Ho visto tutti i tuoi film» dice il primo cittadino e Calà non si fa sfuggire l’assist:«Ah, e poi hai deciso di fare il sindaco?». La platea ride e l’attore insiste: «Uno ha anche diritto di andare al cinema a vedere una bella str…» e qui è il sindaco ad affondare la battuta: «È vero anche che spesso noi politici facciamo concorrenza a voi comici».

I Gatti graffiano ancora C’è spazio anche per un momento di riflessione: «La più grande nostalgia? Ho avuto mio figlio tardi, a 52 anni. Oggi lui ne ha 16 e per farmi stare tranquillo mi dice che oggi vendono i pezzi di ricambio e che al massimo mi potrebbero portare a fare il tagliando». Il film, dove recita anche l’attrice ternana Camilla Ferranti, è distribuito su piattaforma digitale Chili e riunisce il gruppo storico da cui tutto è partito: «Abbiamo voluto far vedere che i Gatti graffiano ancora».

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