mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 16:16

«Gravity», George Clooney e Sandra Bullock astronauti senza boria e pieni di incertezze

di Gordon Brasco

Blockbuster o capolavoro? Computer grafica o recitazione? Le domande prima della presentazione all’ultimo Festival di Venezia erano molte soprattutto perché il regista Alfonso Cuarón (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban del 2003, I figli degli uomini del 2006) non è certo Kubrik e molti, dopo un’assenza dalla regia di ben 7 anni, lo davano bollito e servito con maionese in qualche self-service di Los Angeles. Invece il regista di origine messicana torna e si dimostra in grande forma, presentando una storia interessante, ottimamente recitata, con una predilezione ai dialoghi neppure fossimo a teatro. La cosa che stupisce maggiormente di questo Gravity è l’evoluzione della storia e il suo discostarsi dalla mentalità classica made in Usa: qui non troverete cowboys a cavallo di razzi e bombe atomiche (vedi Armageddon di Michael Bay) all’assalto dello spazio come avventurieri del Far West convinti che la natura possa essere dominata. Il concetto di «Spazio ultima frontiera» (concetto ampiamente utilizzato dal leggendario Capitano Kirk dell’Enterprise – saga Star Trek) è certo presente anche in questo film, ma l’aria che si respira è meno boriosa, piuttosto vediamo tutte le incertezze e paure di uomini che ancora si affacciano fuori dal loro pianeta con tutte le fragilità e le incognite di chi si trova a fare un qualcosa di cui ancora non conosce tutte le risposte.

Soli nello spazio In questo la lettura del film è decisamente fuori dallo schema «fantascienza» nel quale è stato categorizzato, semmai dovremmo parlare più di genere drammatico, soprattutto per la seconda parte del film. Bene la performance di George Clooney, ma soprattutto ottima quella di Sandra Bullock, un’attrice che non ci ha mai convinto né per capacità recitative né espressive e che qui invece sfodera un piglio drammatico perfetto. Effetti speciali da urlo, garantiti da una computer grafica oramai capace di qualsiasi miracolo, dipingono scenari da sogno che neppure George Lucas nei suoi vari Star Wars è riuscito a regalarci. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: il regista Alfonso Cuarón ci propone una storia ottimamente recitata, capace di farci vivere tutte le angosce e la drammaticità di due astronauti lasciati soli nello spazio a un passo da casa (la Terra) eppure nell’impossibilità di ritornarvi. Un film che ci vuole portare per mano ad affrontare l’inquietudine di ciò che non si conosce, che viene affrontato eroicamente da chi non ha sogni di conquista intergalattica ma piuttosto desidera solo tornare a casa sano e salvo.

Un film di Alfonso Cuarón. Con Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen, Phaldut Sharma. Fantascienza, durata 92 min. USA, Gran Bretagna 2013. Warner Bros Italia.

Trama: La dottoressa Ryan Stone è un brillante ingegnere biomedico alla sua prima missione spaziale insieme al veterano Matt Kowalsky. Durante quella che doveva essere una passeggiata di routine, succede l’imprevisto. La navicella viene distrutta e Stone e Kowalsky sono abbandonati a loro stessi, legati l’uno all’altra mentre precipitano nel buio. Il silenzio assordante ricorda loro che hanno perso ogni legame con la Terra e ogni speranza di salvezza. La paura diventa panico, ogni boccata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Ma forse l’unico modo per tornare a casa sta proprio nell’andare verso la terrificante distesa dello spazio.

Perugia
Gherlinda: 15.50 18.00 20.10 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.25 20.00 22.20

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.30 22.30
The Space: 16.10 18.20 20.30 22.40

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.