venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:31
20 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 00:14

Christo da Spoleto al lago d’Iseo: nel 1968 impacchettò la fontana e il Fortilizio dei Mulini

L'artista bulgaro che sta attirando folle di visitatori sulla Passerella, quasi 50 anni fa durante il Festival avvolse di propilene bianco e corde i due monumenti

Christo da Spoleto al lago d’Iseo: nel 1968 impacchettò la fontana e il Fortilizio dei Mulini
Wrapped fountain and Wrapped medieval tower

di Chiara Fabrizi

Sta attirando migliaia di persone sulla Passerella realizzata nel lago d’Iseo, l’artista bulgaro Christo che proprio in Umbria ha portato a termine la prima tra le sue opere principali e più celebri della land art.

Christo da Spoleto al lago d’Iseo Correva l’anno 1968 quanto Christo Vladimirov Yavachev e la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon (deceduta nel 2009), noti al grande pubblico semplicemente come Christo, realizzarono due interventi artistici nel centro storico di Spoleto Wrapped fountain and Wrapped medieval tower. In occasione del Due Mondi la fontana di piazza del Mercato e il Fortilizio dei Mulini vennero impacchettati con propilene bianco e corde e così restarono per tre settimane di Festival. Nel sito christojeanneclaude.net si spiega che il materiale utilizzato «alla luce del sole brillava come il raso bianco, divenendo anche tremulo alla minima brezza». In particolare venne scelto il Fortilizio dei Mulini «perché uno dei primi riferimenti visibili lungo la strada tortuosa per Spoleto», che impacchettato forniva «un’indicazione inquietante della curiosa miscela di culture antiche e nuove al Due Mondi».

Impacchettò la fontana e il Fortilizio dei Mulini L ‘allestimento delle due opere venne curato da Jeanne-Claude che inizialmente avrebbe voluto avvolgere il teatro Nuovo-Menotti ma pare le fu vietato a causa di norme antincendio, invitandola contestualmente a individuare un’altra location.  Ma questa non è l’unica curiosità di Wrapped fountain and Wrapped medieval tower. Già, perché Jeanne-Claude realizzò in solitaria le due opere consultandosi soltanto telefonicamente col marito Christo, impegnato sempre in quei giorni in un altro progetto artistico alla Kunsthalle di Berna. L’artista bulgaro, quindi, non ha mai visto l’allestimento di Spoleto, così come la moglie Jeanne-Claude non ha mai ammirato quello in Svizzera. Insieme nella stessa estate completarono il 5600 Cubicmeter Package a Kassel, Germania.

Twitter @chilodice

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