martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:38
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:20

Choco-bar, ‘Umbria grida terra’ chiede incontro a Bassetti. Guarducci: «Logge aperte a tutti»

L'associazione scrive lettera alla città e al cardinale e convoca un incontro per sabato: «Privatizzazione di spazio a uso pubblico. Lavori interrotti». La replica: «Solo indagini archeologiche»

Choco-bar, ‘Umbria grida terra’ chiede incontro a Bassetti. Guarducci: «Logge aperte a tutti»
I lavori sono partiti nei giorni scorsi (foto F.Troccoli)

È indirizzata «alla città» e al cardinale arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, al quale è stato chiesto un incontro, la lettera aperta scritta da «Umbria grida terra», associazione che nel corso del tempo ha dato vita ad alcuni eventi anche all’interno del Mercato coperto. Al centro della lettera stavolta c’è il choco-bar di Eugenio Guarducci che verrà realizzato sotto le logge di Braccio, accanto al duomo di San Lorenzo e di fronte alla Fontana maggiore; insomma, in uno dei luoghi più prestigiosi dell’acropoli. «Assistiamo – scrivono – a una privatizzazione di uno spazio ad uso pubblico, culturale e sociale, tettoia coperta, un punto d’incontro in piazza IV Novembre, per destinarlo ad una vetrina del cioccolato dei grandi marchi, simbolo di sfruttamento dell’uomo sull’uomo».

FOTOGALLERY: I LAVORI
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La lettera L’associazione spiega poi che «i lavori sono stati già interrotti perché riscontrate irregolarità nella conservazione storica delle Logge patrimonio cittadino». Una struttura formalmente di proprietà del Capitolo della cattedrale di San Lorenzo, e non della curia. «Umbria grida terra» invita tutti i cittadini a un incontro che si terrà sabato dalle 18.30 alle 21 in piazza IV Novembre; un appuntamento nel corso del quale si parlerà del nuovo locale ma anche delle «tematiche del cacao con i volontari di Altrocioccolato». Quanto al choco-bar, l’associazione pone una serie di domande: «È giusto – scrivono – continuare a sottrarre spazio di pubblico interesse per destinarli alla mera speculazione privata? il cioccolato, delle multinazionali, responsabili dello sfruttamento dei lavoratori e delle terre del cacao, possa rappresentare Perugia e il suo territorio? avvallare l’apertura di questa attività sia coerente con il pensiero della Chiesa e di Papa Francesco? non è più opportuno incentivare attività etiche e solidali rispettose del lavoro, della natura e delle produzioni del territorio?», Per il pomeriggio è attesa la replica del patron di Eurochocolate.

FIORONI: ARRICCHISCE IL CENTRO
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La replica Nella sua replica Guarducci precisa innanzitutto la questione relativa alla sospensione dei lavori: «Non corrisponde al vero – scrive – che i lavori sono stati sospesi per mancanza di autorizzazioni». In questi giorni, dopo la rimozione del pavimento «era prevista una fase di indagine archeologica che evidentemente non poteva che iniziare in questi giorni subito dopo la rimozione di cui sopra. Indagine che vede coinvolta sia la scrivente società (la Gioform srl, ndr), attraverso i propri tecnici, che la Sovrintendenza ai Beni archeologici dell’Umbria». Quanto all’uso degli spazi Guarducci dice che «nel concetto stesso di pubblico esercizio vi è insita la assoluta libertà da parte di tutti i cittadini di frequentare questo luogo» e che con il Capitolo c’è l’accordo per rinnovare la tradizione del presepe che ogni anno viene installato sotto le Logge.

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Distanze grandi La Gioform spiega poi che «verranno valutate tutte quelle iniziative di carattere pubblico e privato che saranno meritorie di essere ospitate presso questo spazio», compresa «Perugia 1416». «Non entriamo invece in merito alle valutazioni (che rispettiamo ma non condividiamo affatto) – chiude Guarducci – di Umbria Grida Terra in relazione alla tematica riguardante il rapporto tra cioccolato/città di Perugia/Eurochocolate/multinazionali poiché, come noto, le distanze sono molto grandi e difficili da colmare».

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