lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:12
9 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:34

Cgil bussa a Regione e parlamentari umbri: «Completamento Tre Valli sia opera prioritaria»

Il segretario provinciale Ciavaglia non ha dubbi: «Ora che la Quadrilatero è praticamente finita non ci sono più alibi». Ex Pozzi, si guarda ai fondi europei

Cgil bussa a Regione e parlamentari umbri: «Completamento Tre Valli sia opera prioritaria»
Il presidio della Cgil

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di Chiara Fabrizi 

«Ora che la Quadrilatero è aperta e praticamente finita, la Regione e i parlamentari umbri devono concentrare i propri sforzi su un’altra infrastruttura viaria strategica, la Tre Valli, che deve essere completata». Così Filippo Ciavaglia, segretario provinciale della Cgil, interviene a un paio di settimane dall’apertura al traffico della Perugia-Ancona e della Foligno-Civitanova per tentare una volta di più di accendere i riflettori sull’altra statale che da tempo attende di conoscere le sorti dell’ultimo tratto Baiano di Spoleto-Acquasparta e quindi E45, dopo l’inaugurazione nel 2012 del tratto Eggi-San Sabino.

Presidio alla stazione: fotogallery

«Ora urge completamento Tre Valli» L’intenzione è quindi quella di spingere Palazzo Donini e i parlamentari eletti in Umbria a mettere sul tavolo del governo il progetto già approvato da Anas ma soprattutto il nodo dei finanziamenti: «Serve un’azione sinergica – dice Ciavaglia – per sbloccare l’impasse e reperire le risorse necessarie, consapevoli che al momento in termini infrastrutturali la strada Tre Valli rappresenta, e non può essere diversamente, l’opera più importante in attesa di completamento». Per il sindacato a settembre sarà necessario fare il punto con la Regione per dare impulso alle iniziative da mettere a punto e compiere qualche passo in avanti. Insieme al segretario Ciavaglia anche Cristian Benedetti della Fillea-Cgil, Alessandro Raspa dello Spi-Cigl e Massimo Venturini della Camera del Lavoro, protagonisti della tappa spoletina del viaggio nei comprensori dell’Umbria per fare il punto su lavoro e impresa dal Tgr e curato dal giornalista Andrea Chioini. Lo speciale andrà in onda su Rai 3 durante l’edizione delle 14 di mercoledì. Inevitabile, nel focus sul tessuto economico e produttivo del territorio, l’attenzione alla delicata vertenza della ex Pozzi, che coinvolge oltre 250 famiglie e due aziende, Ims e Isotta Fraschini.

Ex Pozzi, si guarda ai fondi europei Sul polo metallurgico (ghisa e alluminio) pende una procedura di vendita che si concluderà per la metà di settembre, ma intanto i sessanta operai di Isotta da un mese non sono coperti dall’ammortizzatore sociale, stoppato dalla commissione ministeriale competente ma su cui il tribunale di Spoleto ha certificato la proroga ai tempi di vendita. Tra i sindacalisti è massima la cautela sulla possibilità di portare a compimento l’operazione di cessione delle industrie di Santo Chiodo, ma la paura è che la gara di vendita possa andare deserta per l’intero polo. Anche in questo senso la Cgil guarda al miliardo e mezzo di fondi europei previsti per lo sviluppo regionale nell’ambito del settennato 2014-2020: «Riteniamo che in questa partita non solo un ruolo specifico debba essere riservato a Spoleto e alla Valnerina, che peraltro – dice Ciavaglia – a breve beneficerà anche dei fondi per le Aree interne, ma che proprio la ex Pozzi possa tornare a essere uno dei polo manifatturieri dell’Umbria beneficiando di sovvenzioni, fermo restando che le nuove regole prevedono un investimento privato di pari valore».

@chilodice

 

 

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