domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:18
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:59

Cavalli morti sommersi nel letame: allevatore «senza pietà» a processo per maltrattamenti

Le carcasse degli animali trovate dalla Forestale in una stalla a Passaggio di Bettona. I resti di una capra occultati con il foraggio. Nei box altre bestie denutrite e sofferenti

Cavalli morti sommersi nel letame: allevatore «senza pietà» a processo per maltrattamenti
Una foto d'archivio

Cinque cavalli morti nella stalla insieme ad una capra. «In avanzato stato di decomposizione – è spiegato nelle carte della Procura di Perugia – giacevano sui loro escrementi» nei pressi di un fienile a Passaggio di Bettona. Altri quattro animali versavano «in condizioni di denutrizione e carenza d’igiene con lesioni varie agli arti, sofferenza per mancanza di cibo ed acqua». Sotto processo per maltrattamento di animali un allevatore assisano di 57 anni. Stamani si è tenuta un’udienza del processo in tribunale contro l’imputato descritto dal Corpo forestale come un uomo «senza pietà né sentimento verso gli animali». Prosegue l’informativa dell’aprile 2013: «Era al corrente della morte degli stessi ma noncurante dello stato di sofferenza, invece che attivarsi per salvare quelli ancora in vita, ha occultato i corpi di quelli morti». Come? I resti della capra – secondo quanto emerso durante il sopralluogo – erano stati nascosti «con del foraggio» mentre le ossa degli altri animali «erano stati ricoperti con il letame». Ai cavalli e alla capra ancora vivi il Cfs ha subito fornito offerto acqua e cibo. Secondo il Pm Gemma Miliani era stato somministrato «cibo in maniera insufficiente» e gli animali «non erano stati curati in alcun modo». Il processo riprenderà il 10 marzo. Tra le persone offese compare la Lega Antivivisezionista. Gli avvocati che si stanno occupando del fascicolo sono Giuseppe Sereni, Valentina Gudini, Giuseppe De Lio e Sara Agrifoglio.

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