domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:34
18 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:27

Castello ricorda l’ex sindaco Giuseppe Pannacci, a lui potrebbero essere dedicate le scale mobili

Un anno fa la morte di colui che fu primo cittadino dal 1980 al 1991, Bacchetta: «Diede segno originale e innovativo in molti settori». Verini: «Ha lasciato traccia in tutti i campi»

Castello ricorda l’ex sindaco Giuseppe Pannacci, a lui potrebbero essere dedicate le scale mobili
Giuseppe Pannacci

«Il suo ricordo è ancora vivo nella nostra comunità». Così a un anno esatto dalla morte, arrivata il 18 settembre del 2015, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ricorda Giuseppe Pannacci, primo cittadino dal 1980 al 1991 e «dirigente politico di primo piano a livello locale e regionale». «Durante la sua sindacatura – ricorda Bacchetta -, Pannacci fu protagonista di importanti iniziative e realizzazioni che diedero un segno originale e innovativo a molti settori della vita istituzionale, sociale, culturale e politica di Città di Castello». «In questo anniversario – prosegue Bacchetta – mi fa piacere annunciare la decisione di individuare iniziative per ricordare l’intuito di Pino Pannacci per la realizzazione di opere e strutture come per esempio, le scale mobili del Giardino del Cassero, frutto di una sua decisione, innovativa perché significativa di un modo nuovo di intendere la mobilità urbana e il centro storico, presentando la città in uno dei suoi volti più belli, dal parco dedicato ad Alexander Langer arrivando in Piazza Gabriotti attraverso il percorso meccanizzato che fra pochi giorni tra l’altro, dopo i collaudi previsti dalle normative vigenti, verrà riattivato».

Verini A ricordare l’ex sindaco della città altotiberina è anche il deputato pd Walter Verini: «La decisione del sindaco e del Comune – scrive – di rendere omaggio alla memoria di Pino Pannacci (ipotizzando di dedicargli una delle realizzazioni del suo mandato istituzionale come per esempio le scale mobili del Giardino del Cassero) è importante. Si ricorda così la figura di un sindaco importante per Città di Castello, che ha lasciato una traccia in tutti i campi della vita tifernate con visione, concretezza, passione politica e rigore morale. E si ricorda anche la personalità politica, che dette, nelle responsabilità regionali che ricoprì, un contributo fondamentale all’abbattimento delle barriere psichiatriche e all’affermazione della rivoluzione “basagliana”. Una personalità di quella generazione che, dalla Resistenza in poi, svolse un ruolo fondamentale per la modernizzazione del Paese, della regione e delle nostre città. Sono cose da tenere a memoria utili per costruire il futuro».

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