lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:54
8 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:38

Castello, falsi contratti di lavoro per ottenere sussidi e permessi di soggiorno: 14 denunciati

Operazione della polizia e dei carabinieri: tutto parte da una piccola macelleria del centro il cui titolare aveva assunto ben 13 persone

Castello, falsi contratti di lavoro per ottenere sussidi e permessi di soggiorno: 14 denunciati
Le auto di polizia e carabinieri (foto Fabrizi)

Sono accusati di aver dato vita a finti rapporti di lavoro le 14 persone denunciate al termine di un’indagine condotta dalla polizia del commissariato di Città di Castello e dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Perugia. Secondo la ricostruzione degli investigatori i 14 hanno creato dei falsi contratti di lavoro, con annesse posizioni previdenziali e assicurative, favorendo così dei cittadini extracomunitari. I 14 denunciati sono residente a Città i Castello, Sansepolcro e Torino e tutto parte dagli accertamenti fatti dal commissariato su una macelleria del centro di Città di Castello. Qui il titolare del piccolo negozio aveva assunto ben 13 persone, una forza lavoro talmente grande vista l’attività da essere notata dalla polizia che va a fondo.

Le indagini Nel corso delle indagini, durate sei mesi, carabinieri e polizia scoprono che i 13 rapporti di lavoro con cittadini magrebini sono tutti fasulli dato che questi ultimi, in realtà, non avevano mai lavorato nella macelleria. I falsi rapporti, costituiti mediante comunicazioni telematiche alla banca dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, effettuati da professionisti poi risultati estranei ai fatti, sono stati utilizzati dai beneficiari per ottenere in modo fraudolento indennità di disoccupazione, di maternità e titoli di soggiorno che non gli sarebbero spettati. In particolare gli investigatori hanno accertato quattro truffe ai danni dell’Inps: tre, solo tentate dato che l’erogazione è stata congelata, riguardano assegni di disoccupazione e l’ultima un’indennità di maternità grazie alla quale stavolta sono stati incassati 16 mila euro.

Le accuse Oltre a ciò sono otto i cittadini marocchini e algerini titolari di permessi di soggiorno ottenuti grazie ai falsi rapporti di lavoro, e alcuni sono riusciti a godere di alcune agevolazioni e sussidi da parte di enti locali grazie al fatto di essersi dichiarati disoccupati e con redditi alla soglia della povertà. A vario titolo le accuse sono di truffa aggravata e continuata, falso per induzione, alterazione o uso di documenti alterati per il rilascio di visti e permessi di soggiorno, false dichiarazione di emersione.

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