lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:45
28 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:51

Caso inceneritore, ecco la verità di Terni Biomassa: «I nostri valori sempre entro i limiti»

L'azienda replica dopo la stop del sindaco: «Non abbiamo evidenza formale dei risultati di Arpa». Poi la sfida sull'Aia: «La aspettiamo da due anni, serve più dialogo»

Caso inceneritore, ecco la verità di Terni Biomassa: «I nostri valori sempre entro i limiti»
L'inceneritore (foto Colonna)

di Massimo Colonna

«I nostri controlli effettuati da una agenzia accreditata non hanno mai fatto emergere valori oltre i limiti, anche quindici giorni prima dei prelievi dell’Arpa che hanno invece messo in evidenza superamenti di diossina». Questo il punto centrale della presa di posizione di Terni Biomassa, l’azienda ravennate titolare dell’impianto di termovalorizzazione finito al centro dell’ordinanza del sindaco di Di Girolamo che il 21 maggio scorso ha spento di fatto l’impianto. L’azienda ora, tramite una nota, prima si difende sul capitolo emissioni poi rilancia sulla questione Aia, l’autorizzazione integrata ambientale di cui si discuterà il prossimo 6 giugno alla conferenza dei servizi.

I valori Il primo punto che l’azienda vuole specificare è quello sui valori delle emissioni. «Terni Biomassa ogni tre mesi – si legge nella nota aziendale – come da prescrizioni autorizzative effettua autocontrolli accurati da laboratori certificati Accredia sui seguenti parametri: metalli (cadmio, tallio, mercurio, antimonio, arsenico, piombo, cromo, cobalto, rame, manganese, nichel, vanadio) e relativi composti, Ipa, diossine e furani. I risultati dei controlli vengono inviati puntualmente alla Regione e ad Arpa diventando informazione pubblica e fruibile attraverso il sito Arpa».

L’anomalia Secondo Terni Biomassa i risultati di questi prelievi sono stati sempre al di sotto dei limiti: elemento che invece cozza contro i prelievi effettuati da Arpa e carabinieri del Noe che hanno dato poi il via all’ordinanza sindacale. «Confermiamo – prosegue la nota – che i risultati sono stati sempre ampiamente entro i limiti, anche quelli fatti 15 giorni prima dei controlli effettuati da Arpa che hanno riscontrato il superamento delle diossine». Resta da capire come mai allora i risultati dell’agenzia regionale per la protezione ambientale parlino diversamente. Su questo l’azienda prende posizione. «Allo stato attuale non conosciamo le modalità con cui Arpa ha effettuato i controlli e non abbiamo evidenza formale dei risultati. In questi giorni, in ottica di totale collaborazione, volta a salvaguardare la salute pubblica, l’attività lavorativa e la vita di 13 famiglie, stiamo cercando in tutti i modi un confronto con le istituzioni di riferimento, in particolare sindaco, Provincia, Regione e Arpa. Siamo fermamente convinti che attraverso dialogo e confronto tecnico con tutte le parti coinvolte, anche grazie all’ausilio di un soggetto terzo atto alla rilevazione dei dati, si potranno sanare eventuali anomalie e ci auspichiamo per il bene di tutti che questo possa avvenire il prima possibile».

La sfida su Aia Poi Terni Biomassa mette sul tavolo la questione Aia, l’autorizzazione integrata ambientale di cui si discuterà anche in occasione della prossima conferenza dei servizi, programmata il prossimo 6 giugno. «Ormai da due anni siamo in attesa di ottenere l’autorizzazione integrata ambientale che con le sue prescrizioni avrebbe garantito da tempo tutto quanto necessario alla sicurezza dei cittadini, compreso il campionamento in continuo delle diossine, e l’inserimento dei dati sempre aggiornati nei totem distribuiti in città. Appena ottenuta l’Aia, Terni Biomassa potrà confermare il suo impegno e la sua volontà di effettuare nuovi investimenti, già ad oggi molto onerosi, per migliorare ulteriormente le performance ambientali dell’impianto».

Twitter @tulhaidetto

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