lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:37
12 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:48

Caritas di Terni, nel 2015 distribuzione di prodotti alimentari triplicata: alla mensa il 70% è italiano

Con l'apertura dell'Emporio della solidarietà superano quota 100 mila i cibi donati, crescono anche i colloqui al Centro d'ascolto e la richiesta per il servizio doccia

Caritas di Terni, nel 2015 distribuzione di prodotti alimentari triplicata: alla mensa il 70% è italiano
L'Emporio della solidarietà

Triplicati i prodotti alimentari distribuiti dalla Caritas di Terni. È un bilancio impressionante quello stilato dalla realtà diocesana che nel 2015 ha distribuito oltre 100 mila generi alimentari a fronte dei 36 mila contati nel 2014. Il volume è indubbiamente lievitato a seguito dell’apertura dell’Emporio della solidarietà di via Vollusiano ma la richiesta tuttora crescente segna una ferita nel tessuto sociale che la Caritas e l’associazione San Martino faticano a sanare.

L’attività della Caritas Terni Complessivamente le persone che si sono rivolti ai servizi diocesani sono state 5.177 ad alcuni di loro sono stati erogati nel corso dell’anno oltre 38 mila pasti e distribuiti poco più di 15 mila capi di abbigliamento, mentre sono state 478 le persone che hanno usufruito del servizio doccia, 93 in più rispetto al 2014. Intensa anche l’attività del Centro d’ascolto sempre di via Vollusiano a cui si sono rivolte 1.861 persone e 970 hanno usufruito dei servizi, 60 in più del 2014. Di queste il 49,3% sono donne ed il 50,7% sono uomini, mentre per quanto riguarda la provenienza, il 45,3% sono cittadini italiani, il 50,9% sono stranieri e per il restante 3,8% sono apolidi, persone con doppia cittadinanza e alcuni di cui non è stato possibile rilevare la cittadinanza.

Chi sono gli assistiti Entrando nel merito degli interventi la Caritas ha offerto sostegno per il pagamento di utenze, affitti, spese sanitarie e sostegno al reddito, effettuati per il 54% nei confronti di persone non italiane e il 43% verso cittadini italiani. Più numerosi sono stati, invece gli interventi a favore di uomini che di donne, tra queste più numerosi quelli per le straniere. Al centro Caritas si rivolgono prevalentemente disoccupati in cerca di lavoro (51,4% delle persone), ma anche casalingo/a, pensionati, inabili al lavoro e persone che pur risultando occupate hanno problemi consistenti per vivere. Tra loro anche diversi diplomati e laureati. Sono persone coniugate con figli per il 25% o sole per il 20% o che vivono con conoscenti o soggetti esterni alla famiglia per il 6%, ma che in ogni caso presentano multi problematicità legate prevalentemente alla povertà, all’occupazione, a problemi familiari e abitativi, alcuni con problemi di salute.

La mensa Alla mensa San Valentino a garantire il servizio sono un’ottantina di volontari di età compresa tra 18 e 70 anni. Qui nel 2015 è diminuita la presenza di stranieri e aumentata quella degli italiani (70%), persone che hanno visto la loro situazione economica peggiorare, maggiormente uomini al di sopra dei cinquant’anni che hanno perso il lavoro o hanno lavori saltuari. In genere si tratta di soggetti che non beneficiano del sostegno di di amici o parenti, molti sono anziani soli e persone con problemi di giustizia o appena usciti dal carcere. I volontari, tra di loro medici, insegnanti, amministratori, nonne, ragazzi affidati dal tribunale di minori e perfino bisognosi che ripagano il pasto aiutando nella gestione. Oltre alla gestione della sala c’è il servizio di cucina e il funzionamento del magazzino con l’approvvigionamento delle materie prime alimentari, un lavoro molto prezioso e fondamentale ma poco visibile. Tra i fornitori Interpan, Banco alimentare onlus, Ipercoop di Terni, Serafini, La Taverna di San Gemini, la pizzeria Dalmazia e Sciamannini catering.

Opere Segno La Caritas diocesana e l’associazione di volontariato San Martino opera attraverso vari servizi per sostenere in maniera efficace persone e famiglie, in un percorso che mira ad evitare la cronicizzazione del disagio e conseguentemente una grave situazione di emarginazione sociale. Attraverso il progetto “Opere segno”, la Caritas svolge un’intensa attività di ascolto delle persone, cercando di dare aiuto concreto ai bisogni primari di nuclei familiari, di anziani soli, ex detenuti, invalidi, divorziati, donne sole con bambini, immigrati. Un progetto che l’associazione di volontariato San Martino svolge grazie al contributo della chiesa locale con i fondi dell’8×1000 per la carità e quello della Fondazione Carit che eroga 75 mila euro.

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