venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:44
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:18

Calano le donazioni di sangue nella provincia di Terni: l’appello del presidente Iannaccio

Agli avisini chiesto prelievo prima delle vacanze, agli altri maggiore sensibilità: «Serve anche nuovo piano regionale sangue, è scaduto da anni»

Calano le donazioni di sangue nella provincia di Terni: l’appello del presidente Iannaccio

Donazioni di sangue in calo nella provincia di Terni, l’Avis chiede sensibilità prima delle partenze estive e alla Regione di accelerare sulla definizione del nuovo Piano regionale del sangue, scaduto da anni.

Calano le donazioni di sangue È la contrazione di donazione che al 30 giugno fa contare 234 prelievi in meno rispetto allo stesso periodo del 2015, a preoccupare fortemente il presidente dell’Avis provinciale di Terni, Dino Iannaccio che, in base alle stime, prevede di chiudere l’anno con una diminuzione di oltre 330 donazioni: «Come sottolineato in più occasioni, i prelievi nella provincia sono insufficienti a coprire il necessario apporto di sangue ed emoderivati, necessari alle terapie mediche, sia in emergenza che metodiche. Il periodo estivo appena iniziato con la partenza dei cittadini, il caldo e le consuete limitazioni per il pericolo di contrarre il West Nile Virus non ci permette di essere ottimisti».

L’appello di Avis Terni Da qui il doppio appello: «Ai donatori periodici chiediamo di fare una donazione prima della partenza estiva, mentre a chi non donano chiediamo invece di farlo perché – dice Iannaccio – il prelievo periodico del sangue non è un fatto privato o di categoria che interessa una parte della popolazione, ma è l’elemento di valutazione della civiltà e senso civico di una comunità». Poi la sollecitazione alle istituzioni: «Chiediamo di accelerare la stesura del nuovo Piano regionale sangue, scaduto da diversi anni tenendo conto delle richieste dei cittadini, dei consigli comunali e delle Avis della provincia di Terni sulla possibilità di utilizzo di Unità raccolta mobile».

Piano regionale sangue Per il documento l’associazione fissa anche alcuni punti: «Si chiede di non prevedere la prima donazione differita per i soli donatori periodici, per evitare loro più viaggi verso i centri raccolta sangue per una donazione e di indicare quali saranno i compiti specifici dei due Servizi trasfusionali di azienda ospedaliera e Asl Umbria 2 verso i Centri di raccolta sangue in termini di organizzazione gestionale e funzionale».

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