sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 20:54
17 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:21

Caccia, tutte le associazioni criticano la Regione: «Per quella allo storno pochi tesserini, serve incontro»

A poche ore dall'apertura generale la nota congiunta: «Appena 1.500 quelli inviati, non li consegneremo»

Caccia, tutte le associazioni criticano la Regione: «Per quella allo storno pochi tesserini, serve incontro»
Un cacciatore

A poche ore dall’apertura generale della caccia, fissata proprio per domenica dopo le tre giornate di preapertura, il mondo venatorio torna a farsi sentire nei confronti di palazzo Donini. Il nodo riguarda la caccia in deroga allo storno e in particolare il numero dei tesserini consegnati. Le sette associazioni (Federazione italiana della caccia, Associazione nazionale libera caccia, Anuu, Enalcaccia, Italcaccia, Arci caccia e Cpa) in una nota congiunta scrivono di aver deciso di «non consegnare, per il momento, i tesserini venatori relativi al prelievo in deroga della specie storno». Una decisione scaturita dal fatto che «l’invio di tali tesserini alle associazioni stesse da parte della Regione, contrariamente a quanto accadeva in passato, quest’anno è avvenuto a ridosso dell’inizio della stagione e, per di più, con un numero di tesserini alquanto limitato rispetto al totale dei cacciatori umbri».

IL CALENDARIO VENATORIO

Pochi tesserini Appena 1.500, secondo le associazioni, quelli recapitati e ripartiti proporzionalmente tra le varie realtà e «soprattutto, senza precisare con quali criteri le stesse associazioni venatorie avrebbero dovuto a loro volta consegnare tali tesserini ad alcuni dei propri iscritti. In pratica, quindi, l’ente avrebbe scaricato sulle associazioni venatorie tutte le problematiche conseguenti, con evidenti lamentele, ingiustizie, confusione». Un episodio che arriva «malgrado i vari suggerimenti dati alla Regione da parte delle stesse associazioni dei cacciatori che, inutilmente, hanno avanzato proposte, anche solo transitorie per la stagione venatoria 2016-17, chiedendo che fosse studiata e rimandata al prossimo anno la soluzione ritenuta più opportuna». Tutti problemi dei quali le associazioni chiedono di parlare nel corso di un incontro urgente.

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