sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 10:39
23 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:09

«Bridget Jones’s baby», fallisce il tentativo di rianimare un personaggio ormai bollito

Dopo il successo del primo capitolo è arrivato il mezzo flop del secondo film e ora un altro capitolo tutt'altro che riuscito

«Bridget Jones’s baby», fallisce il tentativo di rianimare un personaggio ormai bollito

di Gordon Brasco

Benvenuti al crepuscolo di una carriera. Mettetevi comodi, prendete un bel sacchetto di popcorn e un block notes dove annotare tutte le volte che la Zellweger fa il suo sguardo da cerbiatta stupefatta. Vi accorgerete che nel giro di mezz’ora una pagina non vi basterà più e un dubbio (più che lecito) vi assalirà: «non è che dopo tutti questi lifting e botox la cerbiatta è l’unica espressione vagamente umana che è rimasta alla Zellweger?». Probabilmente qualcosa di brutto dev’essere accaduto durante le riprese del film «Ritorno a cold mountain» (regia di Anthony Minghella, 2004) dove una già smaltata Nicole Kidman incontrò una Renée Zellweger ancora nature, l’attrice australiana dev’essere sembrata così bella e lucida come una vasca da bagno da far scattare una molla nella testa di Brideget Jones, che da quel momento non ha più smesso di ritoccarsi la faccia neppure fossimo a una puntata di «Pimp my ride» (programma tv di Mtv in onda dal 2004 al 2007). La saga di Bridget Jones ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo con un andamento decrescente: dopo il successo del primo capitolo è arrivato il mezzo flop del secondo film e ora il tentativo di rianimare un personaggio bollito mettendoci dentro una gravidanza è l’ultima stazione prima dell’oblio o almeno lo spero. Nulla di quello che fa la Zellweger in questa pellicola è originale: la stessa goffaggine, le classiche situazioni imbarazzanti e misunderstanding a ripetizione che però rendono meglio in inglese che in italiano. Bridget non è mai stata molto fortunata in amore ma questa volta l’eroina creata dalla penna di Helen Fielding ce la mette davvero tutta per complicarsi la vita buttandosi una volta nelle braccia di Colin Firth (che oramai accetta qualunque cosa pur di essere pagato) e dall’altra in quelle di Patrick Dempsey (che rimpiangerà per tutta la vita il suo ruolo in Grey’s Anatomy) fino ad un epilogo intuibile quanto obbligato, dopotutto è una commedia rosa mica un thriller.

Assegno pensionistico Tutto però appare così compassato e stanco da sconfortare anche il più ferreo dei fan della ex cicciottella Zellweger che non solo non rispecchia più il modello di donna a cui Bridget Jones era ispirata ma ne rappresenta quasi la nemesi. Dopotutto Bridget nasce dalla volontà di riscattare tutte quelle ragazze che inseguono la felicità venendo a patti con il proprio aspetto fisico ma non con i propri sentimenti e farla interpretare a un’attrice che sembra uscita dalla rivista «Botox e dintorni» non è davvero credibile. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no: la saga di Bridget Jones è un po’ come «Mission Impossible» per Tom Cruise, una specie di assegno pensionistico per quegli attori che oramai non lavorano più se non in film autoprodotti o legati alla loro immagine. Fare della Jones una mamma è la trovata con cui gli sceneggiatori cercano di rianimare un personaggio non più fresco, reduce da un semiflop del 2004 e che fa i conti con una protagonista che ha in faccia meno pelle umana di un Visitor. Solite gag, amori che si fronteggiano e una maternità sconclusionata dovrebbero far divertire un pubblico che però oramai è abituato a ben altro. Si sorride? sì, ma qualunque commedia un paio di sorrisi ve li strappa; dalla Zellweger mi aspettavo qualcosa di più che però non ho trovato, peccato.

Un film di Sharon Maguire. Con Renée Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Gemma Jones. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 125 min. Gran Bretagna 2016. Universal Pictures.

Trama: Dopo essersi separata da Mark Darcy, Bridget Jones si concentra sul lavoro e sulla coltivazione di vecchie e nuove amicizie. La sua vita sentimentale cambia però improvvisamente nel momento in cui incontra l’affascinante statunitense Jack. A stretto giro Bridget si ritroverà incinta. Il problema però è che l’identità del padre non sarà poi così chiara…

Perugia
Gherlinda: 16.40 / 19.25 / 22.10

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 16.45 / 19.30 / 22.15

Orvieto
Multisala Corso: 19.45 / 22.00

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  • Flavia Panato

    A quel “d’intorni” ho smesso di leggere.
    Quando imparerete a scrivere?

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