mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:29
18 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:12

Braccia incrociate anche in Umbria per lo sciopero generale dei metalmeccanici

Sindacati uniti dopo 8 anni: «Vogliamo fare il contratto». Diversi presidi in varie zone indistriali. Appuntamento alla Confindustria di Terni

Braccia incrociate anche in Umbria per lo sciopero generale dei metalmeccanici

Mercoledì 20 aprile incroceranno le braccia anche in Umbria i lavoratori metalmeccanici  per lo sciopero nazionale di quattro ore, proclamato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per far ripartire la trattativa e arrivare all’accordo per il rinnovo del contratto nazionale.

La nota sindacale «Le tute blu – è scritto in una nota sindacale -sono unite per la prima volta dopo 8 anni, con l’obiettivo di sbloccare il negoziato, fermo ormai da cinque mesi sul nodo del salario». «Questa iniziativa serve a riavviare la trattativa perché noi vogliamo fare il contratto», affermano i tre sindacati delle tute blu. «Federmeccanica – aggiungono – deve rendersi disponibile a modificare la propria proposta sul salario e a mantenere i due livelli di contrattazione. Se dovesse permanere la sua rigidità – concludono – lei stessa si dovrà assumere la responsabilità di avviare una fase di ulteriore conflitto». In Umbria lo sciopero sarà accompagnato da vari presidi nelle zone industriali. In particolare a Terni i lavoratori, insieme a Fiom, Fim e Uilm, manifesteranno sotto la sede di Confindustria in zona Fiori a partire dalle 10.30.

Sgalla
«Lo sciopero di domani dei metalmeccanici non parla solo alla categoria, ma all’insieme dei lavoratori italiani e umbri». Ad affermarlo è Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, secondo il quale «questo negoziato è uno snodo decisivo nella sfida per difendere il contratto nazionale di lavoro in Italia. L’Umbria darà il suo apporto in questa importante vertenza – prosegue Sgalla – a partire da una fabbrica simbolo delle lotte dei lavoratori negli ultimi anni, come l’Ast di Terni, e da realtà importanti per l’industria umbra e nazionale, come il polo aerospaziale di Foligno, il comparto automotive dell’Alta Umbria, le multinazionali del Perugino, della Media Valle e del Trasimeno. Deve essere chiaro a tutti – conclude Sgalla – che se da Federmeccanica non arriveranno le risposte che i lavoratori e i loro sindacati chiedono da mesi, la Cgil è pronta a sostenere tutte le iniziative di lotta necessarie».

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