giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:08
20 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:55

Bps, scagionati dalle accuse Visco e altri sette: gip accoglie richiesta archiviazione pm

Respinte le opposizioni dei soci Scs che con l'esposto diedero input all'indagine sul commissariamento e la cessione a Desio dell'istituto di credito umbro

Bps, scagionati dalle accuse Visco e altri sette: gip accoglie richiesta archiviazione pm
Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Scagionato da ogni accusa il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Il gip del tribunale di Spoleto ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura della Repubblica sull’indagine relativa al commissariamento e alla cessione della Banca Popolare di Spoleto (Bps) scaturita dall’esposto firmato da circa cento soci della Spoleto Credito e servizi (Scs), la società cooperativa che controllava l’istituto di credito umbro prima dell’amministrazione straordinaria.

TUTTO SU BPS-SCS

Scagionati dalle accuse Visco e altri sette Nel registro degli indagati erano stati iscritti anche i commissari straordinari di Bps, Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile; gli ex componenti del comitato di sorveglianza Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio e l’attuale presidente di Bps Stefano Lado. Tutti scagionati dalle accuse di abuso di ufficio, truffa e infedeltà patrimoniale formulate nel gennaio 2015 ma trapelate soltanto nell’ottobre dello stesso anno. La procura della Repubblica di Spoleto nel febbraio scorso aveva richiesto l’archiviazione accolta dal gip del tribunale che ha respinto le opposizioni avanzate dai soci della Scs secondo i quali, in base all’esposto denuncia poi presentato anche alla stampa, nel commissariamento di Bps era stata seguita una strategia volta a sottrarre alla Scs il controllo della banca per poi cederla a Banco Desio, l’istituto brianzolo che controlla Palazzo Pianciani. In base all’esposto dei soci Scs la cessione non tenne in considerazione l’offerta alternativa presentata dal gruppo Nit Holding che gli stessi commissari definirono una patacca, come poi effettivamente emerso in sede di indagine. Da qui la richiesta di archiviazione per Visco e altre sette persone richiesta dalla procura e accolta dal gip del tribunale di Spoleto che, quindi, non ha ritenuto necessario disporre indagine suppletive sul’inchiesta. Nel decreto il giudice giudica «pienamente condivisibili» le richieste avanzate della procura al termine delle indagini, mentre le richieste di indagini suppletive avanzate dai legali dei soci vengono definite «generiche e indeterminate».

@chilodice

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