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26 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:20

Bps: Antonini e altri quattro rinviati a giudizio, in nove prosciolti da ogni accusa

Il gup Amodeo ha disposto il processo anche a carico di Baronci, Siena, Cerbella e Bifolchi. L'avvocato dell'ex presidente esulta: «Accuse quasi tutte ormai implose»

Bps: Antonini e altri quattro rinviati a giudizio, in nove prosciolti da ogni accusa
Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Cinque rinviai a giudizio e nove prosciolti da ogni accusa. Questa la pronuncia emessa dal gup Stefania Amodeo sulla maxi inchiesta che tra il 2012 e il 2013 ha interessato amministratori e manager della Banca Popolare di Spoleto. Il giudice, dopo una camera di consiglio di circa quattro ore, ha disposto il processo a carico di Giovannino Antonini con l’accusa di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e il no luogo a procedere per le contestazioni di appropriazione indebita e operazioni in pregiudizio dei creditori.

Bps, cinque rinvii a giudizio Ad aprile di fronte al collegio penale dovrà comparire anche Massimiliano Baronci imputato per bancarotta fraudolenta dell’omonima ditta edile, reato contestato anche ad Antonini e ad altri sette ma riqualificato dal gup e conseguentemente estinto per intervenuta prescrizione. Rinviati a giudizio anche Marcello Siena, all’epoca responsabile della direzione Crediti di Bps, e Marco Bifolchi presidente del Consiglio di amministrazione della Collestrada wood spa a cui nel luglio 2011 venne concessa l’apertura di credito di 2,5 milioni di euro. Si trattava di una ‘società neo costituita e priva di redditualità, oltre che per il 50 per cento detenuta da un’altra srl già classificata a incaglio in Bps’.

Nove prosciolti L’operazione costa il processo anche a Dante Cerbella, all’epoca dei fatti sindaco della Scs e presidente del collegio sindacale dalla Collestrada wood. I tre sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di appropriazione indebita in concorso. Quella emessa ieri pomeriggio dal giudice Amodeo è la prima pronuncia sulla maxi inchiesta di Palazzo Pianciani e segna un forte ridimensionamento dei fatti contestati dalla procura tra il 2012 e il 2013, tanto che delle quattordici richieste di rinvio a giudizio avanzata dalla procura della Repubblica ne sono state accolte cinque. Per gli altri le vicende giudiziarie legate alla Bps si sono chiuse ieri e si tratta di: Alberto Antonini, Alfredo Pallini, Giuliano Mora, Cosimo De Rosa, Emilio Quartucci, Paolo Rossi, Francesco Tuccari, Mauro Conticini e Camillo Colella.

Antonini esulta «La rilevanza della decisione – spiega in una nota Manlio Morcella, avvocato di Antonini – è enorme poiché per lungo periodo era stato insinuato che l’ex presidente della banca avesse colluso con l’imprenditore, fino ad avere con costui gestito denaro della società fallita. Il nuovo importante proscioglimento deve essere abbinato a numerosi altri, tra i quali vanno annoverati quelli relativi agli addebiti di partecipazione ad associazione per delinquere, oltreché di concorso per usura, di cui pure doveva rispondere Antonini. Torna conseguentemente utile la necessità di una rilettura della intera inchiesta per come impostata nelle prime fasi e per come poi opportunamente e significativamente corretta dal magistrato requirente che la ha dovuta prendere in mano in un secondo momento». L’avvocato Morcella nella nota si dice soddisfatto e ricorda di «avere sempre invitato alla prudenza e di avere in ogni momento creduto alla non tenuta delle contestazioni mosse a carico del proprio assistito. Quasi tutte ormai implose. Con le ultime residuali rimaste in vita, di scarsissima valenza, di prognosi favorevole e protese comunque alla prescrizione. Intanto la banca è uscita dal patrimonio umbro».

Twitter @chilodice

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