martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:41
16 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:33

Biodigestore di Casone, Legambiente: «Può essere positivo, ma ci sono molti dubbi»

L'ingegner Zara bacchetta istituzioni e comitati, poi propone «Istituire comitato di controllo»

Biodigestore di Casone, Legambiente: «Può essere positivo, ma ci sono molti dubbi»
L'attuale impianto di Casone (Foligno)

«Comitato di controllo per il nuovo biodigestore di Casone che può dare un contributo positivo alla gestione dei rifiuti organici ma su cui abbiamo molti dubbi, primo fra tutti i livelli di impurità tollerati dal progetto di Vus, Ati3 e da Asja». Così Maurizio Zara, ingegnere ambientale e vicepresidente di Legambiente Umbria che sta approfondendo con l’aiuto di altri volontari qualificati il progetto dell’impianto che verrà realizzato a Foligno. Anche l’associazione, comunque, contesta il metodo degli enti locali e del privato accusati di non aver coinvolto nell’operazione la cittadinanza «bruciando – scrive Zara – l’ennesima occasione di confronto attivo e proficuo, che viene colpevolmente e tardivamente attivato soltanto ora di fronte alle proteste».

Biodigestore di Casone In questo senso l’ingegnere è netto: «Il comitato contro il biodigestore spara a zero talvolta a ragione, talvolta con argomenti assurdi e privi di fondamento scientifico». Poi nel merito: «L’impianto di Casone può dare un contributo positivo alla gestione dei rifiuti organici dei comuni dell’ambito territoriale di Foligno, Spoleto e Valnerina, soltanto se – evidenzia il vicepresidente regionale di Legambiente – sarà avviata una raccolta differenziata della frazione organica qualità con il sistema porta porta e con controlli monitorati puntualmente, che significa eliminare i cassonetti stradali dove si mescolano senza controlli rifiuti di ogni tipo. Solo in questo modo si potrà essere certi che il biodigestore darà meno scarti e meno problemi, tuttavia – va avanti Zara – l’impianto può e deve agire come leva per innalzare la qualità della raccolta differenziata, introducendo tariffe che premiano i Comuni che conferiscono rifiuti con qualità migliore e dall’altro lato, penalizzando i comuni meno virtuosi».

I dubbi di Legambiente Poi largo alle perplessità: «Questo concetto nel progetto dell’impianto di Foligno non è presente, tanto che si prevede di tollerare impurità superiori al 15 per cento (solo a questa soglia scatta il disincentivo economico) e soltanto la frazione organica con impurità superiore al 25 per cento non potrà essere accettata. Sono numeri – dice l’ingegnere – che fanno venire più di qualche dubbio sulla reale quantità di scarti che verranno prodotti e sulle reali intenzioni dei Comuni, Ati3 e Vus di investire ed intervenire sul miglioramento della raccolta differenziata dell’organico». In questo senso Zara «propone di istituire un comitato di controllo costituito da cittadini e istituzioni per tutta la durata di gestione dell’impianto» anche per aprire un percorso sulla valutazione dei rischi «perché – dice l’esperto – anche il biodigestore di Casone pur evitando la combustione in loca presenta degli impatti che vanno considerati, valutati e mitigati quanto possibile confrontandosi con ipotesi alternative e coinvolgendo la cittadinanza sempre attraverso il comitato di controllo».

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  • Sergio Bisori

    Ma non c’è un po troppa vicinanza tra PD Legambiente e Asja??? http://coscienzeinrete.net/ecologia/item/1675-il-pd-e-legambiente-indissolubilmente-legati-per-fregarci Persone legate all’associazione
    Chicco Testa, prima segretario e poi presidente dell’Associazione all’inizio degli anni ’80. Diventato in seguito deputato per il PCI PDS, è stato presidente di Acea e di Enel. Dopo aver sostenuto negli anni ’80 la battaglia contro l’energia nucleare, in occasione del referendum del 2011 si è invece schierato apertamente a favore del ritorno al nucleare, diventando presidente del Forum Nucleare Italiano.
    Ermete Realacci, presidente dal 1987 al 2003 e tuttora presidente onorario di Legambiente. Eletto nel 2001 alla Camera dei deputati è stato presidente della Commissione Ambiente della Camera nella XV Legislatura per conto della Margherita, è tuttora parlamentare per il PD.
    Laura Conti (1921-1993), medico, figura storica dell’ambientalismo italiano, fu tra i primi a interessarsi dell’incidente di Seveso del 1976. Deputato per il PCI dal 1987 al 1992, quando anche altri ambientalisti (Giorgio Nebbia, Enzo Tiezzi, Gianni Tamino) siedono in parlamento, è stata inoltre presidente del comitato scientifico della Lega per l’Ambiente.
    Fabrizio Giovenale (1918-2006), urbanista, scrittore, ambientalista. Tra i fondatori della Lega per l’Ambiente e firma storica de La Nuova Ecologia.
    Alexander Langer (1946-1995), tra i fondatori del partito dei Verdi, è stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell’ambiente.
    Massimo Serafini, tra i fondatori del quotidiano il manifesto. Deputato dal 1983 al 1992 per il PCI, è stato tra i presentatori delle principali proposte di legge sui temi ambientali. Tra i promotori del referendum antinucleare del 1987, è membro dell’assemblea nazionale degli eletti di Legambiente.
    Roberto Della Seta, è stato presidente nazionale dal 2003 al 2007. Parlamentare per il PD nella XVI Legislatura
    Francesco Ferrante, direttore generale dal 1995 al 2007, eletto Senatore nel 2006 per la Margherita, è stato capogruppo dell’Ulivo in Commissione Ambiente al Senato durante la XV Legislatura e poi ancora membro del senato nella XVI Legislatura per il PD.
    Maurizio Sacconi, attuale senatore del Nuovo Centrodestra ed ex ministro e sottosegretario nei governi Berlusconi ed ex deputato socialista, fu presidente dell’associazione tra l’81 e l’84.

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